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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 19 apr 09:37

Un patto per la lotta alla povertà

Il memorandum per il percorso di attuazione della Legge delega di contrasto alla povertà nelle parole del presidente delle Acli provinciali Pierangelo Milesi

Un memorandum per sancire un patto. È quello stretto tra il Governo e l’Alleanza contro la povertà in Italia nei giorni scorsi a Palazzo Chigi. Il documento nasce dalla volontà reciproca di condividere il percorso di attuazione della legge delega di contrasto alla povertà. Il bresciano Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli e portavoce dell’Alleanza, è stato ricevuto dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. “Oggi – ha dichiarato Rossini durante la cerimonia della firma –, iniziamo una fase che inaugura un nuovo modo di pensare l’intervento pubblico in tema di povertà”. Ne abbiamo parlato con il presidente delle Acli provinciali Pierangelo Milesi.

Che ruolo ha avuto il mondo dell’associazionismo nella promozione del documento?

Un ruolo fondamentale soprattutto in ordine alla costruzione di un dialogo proficuo e di protagonismo delle reti sociali della società civile, del Terzo settore e dei sindacati in generale per costruire un modello di welfare che possa introdurre un’infrastruttura nazionale per il welfare locale in futuro. L’Alleanza contro la povertà è nata in Italia nel 2013 con la finalità di dare una risposta al ritardo con cui il nostro Paese ha affrontato il tema dell’esclusione sociale. In particolare l’Alleanza, che si articola in 37 organizzazioni fra realtà associative, rappresentanze delle regioni, dei comuni e dei sindacati, in questi anni ha concentrato il suo impegno al contrasto alla povertà assoluta. Possiamo dire che con la Legge delega approvata dal Senato e con questo memorandum sottoscritto dal portavoce dell’Alleanza, il nostro presidente nazionale Roberto Rossini, si è fatto un passo importante.

Il memorandum fissa i punti di accordo che dovranno essere inclusi nel decreto attuativo della Legge delega contro la povertà che introdurrà il Reddito di inclusione. Quali sono i punti cardine?

I punti d’intesa raggiunti con questo memorandum possono ricondursi a due obiettivi. Il primo individua i criteri per determinare l’accesso alla misura e per stabilire l’importo del beneficio, in modo che si tenga conto delle effettive condizioni economiche dei richiedenti. Il secondo obiettivo precisa gli strumenti necessari per creare reali percorsi di inclusione sociale nei territori. Si è condivisa una dotazione certa per il finanziamento strutturale dei servizi locali per l’inclusione. I trasferimenti aiuteranno le persone a uscire dall’indigenza, dalla povertà, raggiungendo uno standard di vita decente. I servizi personalizzati per l’inclusione, fondamentali per questo tipo di progetto, promuovono l’inserimento sociale lavorativo. Solo tenendo insieme questi due obiettivi di fondo nell’interezza del progetto, il Rei (reddito di inclusione sociale) potrà contribuire a modificare effettivamente le condizioni di vita delle persone.

La situazione nel Bresciano?

I dati Istat indicano che in Italia le persone che versano in uno stato di povertà assoluta sono oltre 4 milioni e 500mila, il valore più alto registrato dal 2005. Segnali di peggioramento si sono visti in tutto il territorio nazionale. La crescita di questo fenomeno anche a Brescia si registra soprattutto nelle famiglie con quattro componenti: coppie con due figli o famiglie straniere. L’aspetto più preoccupante è l’allargamento della forbice tra ricchi e poveri che arriva a colpire anche nuclei familiari con lavoratori. Non esistono più categorie o luoghi più svantaggiati di altri: la povertà è trasversale alle aree geografiche, alle generazioni, alle tipologie familiari, anche alle nazionalità e, addirittura, alle condizioni occupazionali. La società italiana, come quella bresciana, è stata colpita da questo fenomeno. Basta vedere le file di persone ai nostri sportelli di patronato piuttosto che alle sedi della Caritas o di altre strutture che cercano di far fronte a questa piaga. Brescia sta rispondendo con grande generosità. Un plauso va a tutte queste realtà.

ROMANO GUATTA CALDINI 19 apr 09:37