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di LUCIANO COSTA 03 ago 09:51

In vacanza, ma col cervello

Il rischio di andare in vacanza lasciando a casa il cervello e la buona educazione è talmente elevato da indurre il noto filosofo buono per tutte le occasioni, a smetterla coi voli pindarici e a imbarcarsi nella stesura di un prontuario

Il rischio di andare in vacanza lasciando a casa il cervello e la buona educazione è talmente elevato da indurre il noto filosofo buono per tutte le occasioni, a smetterla coi voli pindarici e a imbarcarsi nella stesura di un prontuario, corto ma incisivo, utile a trasformare i “giorni vacanti” – sospesi, privi di ogni interesse, masticati come si fa con la gomma americana, cioè senza venire a capo di nulla – in “giorni interessanti” – gioiosi, liberi, curiosi, armonizzati secondo il sorgere e il calare del sole, profumati di cose buone ma mai eccessive, spogliati di noia e rivestiti dai colori dell’arcobaleno. Secondo il filosofico prontuario, per dare alla vacanza il valore che merita, sono necessarie tre cose: pazienza, intelletto, umiltà.

La pazienza serve per lasciar scorrere il tempo senza fargli fretta, così che regali per intero tutte le emozioni che porta con sé; l’intelletto è necessario per vedere oltre le banalità, per dare valore alle ragioni del buon vivere, per accorgersi che nessuno è un’isola ma che tutti siamo ospiti dell’isola, per mettere silenzio dove ci sono grida sguaiate e grida preoccupate dove qualcuno chiede aiuto; l’umiltà, parente stretta della mitezza, è utile per dire che la vita è bella anche se vissuta stando nell’ultimo posto della fila, che per essere felici non servono lustrini, merletti, palcoscenici, copertine o spropositati applausi, ma generosi sorrisi e sincere condivisioni di ciò che si è ancor prima di ciò che si ha.

Una vacanza intelligente e utile, non baserà la sua essenza su dove si va o quanto si sta, ma sul bello, sul buono e sul gradevole che ci accompagna. Quindi, se state in città ritagliatevi passeggiate nei parchi, tra i vicoli antichi, in cerca di chiese non ancora visitate e che invece meritano attenzione e devozione; se andate al lago lasciatevi cullare dal canto dell’acqua che s’infrange sui sassi, gustate i profumi, camminate lenti in cerca di silenzio.

Se andate al mare aspettate l’alba e il tramonto per salutare il sole e dare il benvenuto alla luna; se viaggiate per il mondo, gustate la cultura che vi viene incontro; se andate in montagna godetevi il piacere di respirare insieme a cerbiatti, marmotte, camosci, cervi, lupi e orsi l’aria più buona e salutare. Ovunque siate, non dimenticate chi vi cammina accanto e che con voi cerca una vacanza intelligente.

LUCIANO COSTA 03 ago 09:51