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di MAURILIO LOVATTI 03 ago 10:43

Ridurre lo spreco d’acqua

La mancanza di pioggia nelle nostre estati sempre più calde fa emergere periodicamente il problema della siccità. Una delle cause principali della scarsità d’acqua è la dispersione delle reti idriche, cioè la differenza tra l’acqua immessa in rete e quella che arriva ai contatori degli utenti

La mancanza di pioggia nelle nostre estati sempre più calde fa emergere periodicamente il problema della siccità. Una delle cause principali della scarsità d’acqua è la dispersione delle reti idriche, cioè la differenza tra l’acqua immessa in rete e quella che arriva ai contatori degli utenti. Un recente studio individua la perdita media delle reti bresciane, esclusa la Val Camonica, in circa il 40%, superiore alla media nazionale (circa 36%). Ovviamente i dati medi dicono poco: ad esempio a Cosenza la dispersione è il 77%, a Roma il 43%, a Milano, la più virtuosa delle grandi città, il 12,2%. Per correttezza va detto che i dati nazionali talvolta sono approssimativi e non sempre del tutto omogenei. Anche nel bresciano i dati sono molto divergenti: 38 paesi sprecano oltre il 50% dell’acqua, mentre 39 meno del 30% e la città si attesta attorno al 22%.

La causa principale della dispersione è la scarsa manutenzione delle reti, ma influiscono anche l’eterogeneità dei materiali usati per le tubature, lo sviluppo spesso caotico delle reti stesse e, nelle zone non pianeggianti, l’elevata pressione dell’acqua, necessaria per raggiungere tutte le utenze, ma che favorisce le perdite. In una fase in cui lo Stato e gli enti pubblici hanno scarsità di fondi per investimenti, si può capire perché le manutenzioni siano ridotte all’osso. Ma se risparmiare sulle manutenzioni può avere un senso nel breve periodo, come può avvenire anche nelle nostre abitazioni, alla lunga crea un circolo vizioso e danni enormi: più le manutenzioni sono rinviate, più costeranno in futuro e maggiore sarà lo spreco d’acqua.

Gli investimenti per mantenere e rinnovare le reti idriche devono diventare una priorità per gli enti locali, perché l’acqua è un bene vitale a cui i cittadini hanno diritto. Ma affinché le manutenzioni siano efficaci, è necessario in primo luogo conoscere più in dettaglio dove avvengono le perdite: i dati globali delle reti sono poco indicativi. Il primo investimento urgente consiste nell’approntare un monitoraggio dettagliato delle perdite per poter poi intervenire in modo mirato, nei tratti in cui la dispersione è maggiore. Anche noi cittadini possiamo collaborare a ridurre gli sprechi. Ad esempio, usare le lavatrici a pieno carico, tener chiuso il rubinetto mentre ci laviamo i denti, preferire la doccia al bagno in vasca, stare attenti a non sprecare acqua nel lavaggio di cortili e terrazze, ridurre il ricambio d’acqua delle piscine e così via.

MAURILIO LOVATTI 03 ago 10:43