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di MASSIMO VENTURELLI 06 lug 09:35

Se l’ha fatto Gigio...

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Vai poi a raccontare a tuo figlio, che magari non ha in cima ai suoi interessi quello per lo studio, che la scuola è un valore, che forma la persona umana, che serve per gettare le basi del proprio futuro, che fa dello studente un cittadino consapevole…

Vai poi a raccontare a tuo figlio, che magari non ha in cima ai suoi interessi quello per lo studio, che la scuola è un valore, che forma la persona umana, che serve per gettare le basi del proprio futuro, che fa dello studente un cittadino consapevole… Basta un Donnarumma qualsiasi per gettare al vento anni e anni di paziente lavoro educativo, di fatiche e di sofferenze, di pochi successi e tanti, apparenti, insuccessi. Con quali armi, con quali argomentazioni si può ribattere a un figlio adolescente che ti dice: “Anche il portiere del Milan ha rinunciato agli esami di maturità e dunque…”. Il giovanissimo portiere che in queste settimane si è conquistato le prime pagine dei giornali per la querelle sul rinnovo (milionario) del suo contratto, invece di presentarsi agli esami di stato per ottenere il diploma di ragioniere ha preso un aereo privato ed è volato a Ibiza…

Uno scenario decisamente affascinante per tanti giovani e giovanissimi che, magari, in questi giorni stanno alternando l’impegno al grest con le fatiche dei “compiti delle vacanze”. Non è qui il caso di gettare la croce addosso a un campione (o presunto tale) che, non va dimenticato, ha solo 18 anni. C’è invece da interrogarsi su tutto quello che gli ruota attorno: dal manager che vede il lui una gallina dalle uova d’oro, a una società che, forse, non sa comprendere che è più importante tutelare la persona prima che il calciatore. Un uomo costruito con fatica è la premessa per la creazione di un campione. Il tutto senza sottovalutare le responsabilità della famiglia… Eppure di giovani promesse che si sono perse per strada nel mondo del calcio, e più in generale, in quello dello sport, ce ne sono tante. Le loro storie, però, non hanno fatto scuola... La vicenda non è una questione semplicemente sportiva. È anche e soprattutto educativa, ma questo il mondo dello sport sembra non comprenderlo.Questa volta, a meno di clamorose smentite, ha preso un abbaglio. Anche una sola parola corretta avrebbe contributo a dare al mondo del calcio un volto umano.

MASSIMO VENTURELLI 06 lug 09:35