lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
di VITTORIO BERTONI 11 mag 2026 10:29

Tutto pronto per il Camozzi Open

Molto più di un torneo di tennis. Il “Camozzi Open – Memorial Cav. Attilio Camozzi”, organizzato da Active Sport, non è soltanto un torneo internazionale di wheelchair tennis. È un luogo dell’anima dove lo sport smette di essere semplice competizione e diventa incontro, coraggio, rinascita.

Da giovedì 14 a domenica 17, sui campi di via Signorini del Tennis Forza e Costanza 1911 di Brescia, andrà in scena molto più di una manifestazione sportiva: prenderà vita una storia collettiva fatta di sfide vinte ogni giorno, di sorrisi condivisi, di emozioni capaci di abbattere qualsiasi barriera. Ogni anno il Camozzi Open richiama atleti provenienti da ogni parte del mondo. Quest’anno saranno quasi venti le nazioni rappresentate, quattro i continenti coinvolti, migliaia i chilometri percorsi per arrivare a Brescia. Ma ciò che davvero unisce tutti non è una classifica, un trofeo o un montepremi. È la voglia di dimostrare che lo sport può essere uno straordinario strumento di libertà. In campo non ci saranno soltanto campioni del tennis in carrozzina: ci saranno donne e uomini che hanno trasformato le difficoltà in forza, i limiti in possibilità, la fatica in passione. Il pubblico vedrà gesti tecnici spettacolari, scambi intensi, partite combattute fino all’ultimo punto. Ma dietro ogni colpo ci sarà molto di più: anni di sacrifici, percorsi personali complessi, storie di resilienza autentica. Ed è proprio questa la vera identità del torneo.

Il Camozzi Open emoziona perché racconta il valore umano dello sport, quello che sa includere, accogliere, creare relazioni profonde. La presenza di grandi nomi internazionali e di autentiche leggende della disciplina conferma il prestigio raggiunto dalla manifestazione. Ma il cuore pulsante dell’evento resta la sua capacità di mettere al centro le persone. Atleti affermati e giovani emergenti condividono gli stessi campi, gli stessi sorrisi, la stessa energia. A bordo campo si incontrano volontari, famiglie, appassionati, bambini e curiosi, tutti coinvolti in un’atmosfera che trasmette entusiasmo e partecipazione. Brescia, in quei quattro giorni, diventa una città ancora più aperta, viva, consapevole. Il torneo rappresenta infatti anche un importante messaggio sociale: grazie alla collaborazione con Domus Salutis, il progetto si arricchisce di percorsi di sport-terapia e avviamento allo sport dedicati a persone che stanno affrontando le conseguenze di traumi invalidanti. È qui che il tennis assume un significato ancora più profondo. Non solo agonismo, ma occasione concreta di ripartenza, fiducia e condivisione. E allora il Camozzi Open diventa simbolo di qualcosa che va oltre il risultato finale. Diventa il racconto di chi non si arrende. Di chi sceglie ogni giorno di rimettersi in gioco. Di chi trova nello sport una strada per sentirsi nuovamente libero. Sugli spalti, tra un applauso e l’altro, ci si accorge presto che non conta soltanto chi vincerà il torneo. Conta l’energia che questi atleti sanno trasmettere. Conta la lezione silenziosa che regalano a chi li osserva: quella di affrontare ogni ostacolo con dignità, determinazione e passione. È questo lo spirito autentico del Camozzi Open. Un evento che unisce sport e valori, competizione e umanità. Un appuntamento che lascia il segno non solo nel tennis internazionale, ma soprattutto nel cuore di chi lo vive.

“Col tempo – afferma il presidente di Active Sport, Marco Colombo – la nostra manifestazione ha saputo crescere e consolidarsi, diventando un punto di riferimento nel panorama del tennis paralimpico, nonché un motivo d’orgoglio per la città di Brescia. Desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che rendono possibile l’evento e invito la cittadinanza e gli appassionati di sport a partecipare come pubblico: esserci significa sostenere gli atleti, ma anche condividere un’esperienza che unisce sport, inclusione e valori autentici”.

VITTORIO BERTONI 11 mag 2026 10:29