80 anni del sistema bilaterale edile
Ottant’anni di bilateralità edile, ma con lo sguardo già rivolto ai prossimi decenni. È questo il filo conduttore della giornata organizzata da Cape ed Eseb in piazza Vittoria, dove è stato celebrato l’anniversario del sistema bilaterale edile bresciano e, nello stesso tempo, si è svolta la selezione regionale Lombardia della gara di arte muraria valida per il concorso nazionale Edil Trophy 2026. A imporsi, al termine di una combattuta sfida a colpi di malta e cazzuola, è stata la squadra di Brescia. Un appuntamento che ha portato nel cuore della città un settore che continua ad avere un peso rilevante nell’economia del territorio: in provincia di Brescia il comparto edile conta circa 23mila addetti e oltre 3mila imprese attive. “È un anniversario importante che ci rende orgogliosi – sottolinea Paolo Bettoni, presidente di Eseb – perché il risultato raggiunto oggi è frutto del lavoro e della visione di chi ci ha preceduto: presidenti, direttori e consigli di presidenza che, con intraprendenza, serietà e lungimiranza, hanno portato Eseb a essere considerata una scuola edile di riferimento a livello nazionale”. La scelta di piazza Vittoria non è casuale. L'obiettivo è raccontare ai cittadini un'edilizia profondamente cambiata rispetto al passato. “Vogliamo far conoscere il nostro fantastico mondo e far capire che l’edilizia oggi significa tecnologia, innovazione e competenze. È un lavoro che ha caratterizzato Brescia e il suo territorio e che continua a rappresentare una parte importante della nostra identità”. E proprio guardando al futuro Eseb prepara il prossimo capitolo della sua storia. “Abbiamo una visione a medio e lungo termine per una riqualificazione importante della nostra scuola di via Garzetta. Vogliamo trasformarla in un modello di riferimento per innovazione, tecnologie e contenuti”. Un progetto che, nelle intenzioni di Bettoni, nascerà anche dall’ascolto di chi quella scuola la vive: studenti, docenti, lavoratori, progettisti e architetti. “Vogliamo costruire una scuola del futuro – conclude Bettoni – capace di essere al passo con i tempi nei prossimi venti o trent’anni”. Dagli ottant’anni di storia, dunque, riparte una sfida che guarda lontano: formare le competenze che serviranno all’edilizia di domani.