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Brescia
di IVAN MUSSIO 21 apr 10:50

Futuro: cambio generazionale nelle pmi

Il risultato di una indagine campionaria condotta da Assopadana-Claai e dall’Università di Bergamo dipartimento economia e managment, nell’ambito di una tesi di laurea della laureanda Valentina Ragnoli

Il lavoro di analisi trae origine dalla necessità di indagare il fenomeno del passaggio generazionale nelle pmi in un momento di criticità come è quello della crisi pandemica che sta caratterizzando il periodo storico di riferimento.

Da sempre, il passaggio generazionale è stato delineato come uno dei principali problemi che affliggono il sistema economico italiano, costituito in prevalenza da pmi a controllo familiare.

I limiti più comuni nelle pmi sono la conflittualità latente tra famiglia e impresa, il forte accentramento decisionale da parte del leader e la scarsa percezione di utilità dell’attività di pianificazione e controllo. Quello che abbiamo rilevato e successivamente studiato sono la relazione tra questi limiti da una parte e peculiarità dall’altra e le difficoltà che si riscontrano nell’effettuare il passaggio generazionale nelle pmi. Sono state analizzate le cause che rendono il fenomeno del passaggio generazionale talmente difficoltoso da farlo divenire, spesso, come un problema insormontabile. Obiettivo del lavoro è stato anche quello di identificare delle soluzioni utili a favorire la crescita e la continuità delle pmi familiari.

Le aziende associate ad Assopadana-Claai, sottoposte ad intervista, sono state 100. Il lavoro di tutoraggio è stato svolto dal dott. Emanuele Lumini, dottore commercialista in Brescia.

I risultati che emergono dall’analisi quantitativa sono particolarmente interessanti e vengono sintetizzati nei seguenti 6 punti: un terzo delle imprese famigliari intervistate entro 5 anni sarà coinvolta dal “fenomeno” del passaggio generazionale; mancanza di pianificazione del PG sia dal lato dei soggetti che lo hanno già effettuato sia da quelli che non lo hanno ancora effettuato; mancanza di una formazione adeguata dei “successori”; difficoltà delle pmi ad aprirsi manager esterni; approccio errato dei consulenti aziendali nell’ambito del passaggio generazionale; importanza strategica  degli strumenti di pianificazione  e controllo,  ancora molto carenti nelle pmi.

In sostanza, quello che emerge è la rilevanza del fenomeno PG, visto che il numero delle imprese coinvolte è molto rilevante, il 36 per cento delle imprese intervistate lo affronterà nei prossimi anni.

Il tema della pianificazione assume un ruolo centrale. Dall’analisi emerge una certa “debolezza” da parte dei consulenti incaricati a seguire il passaggio. La teoria accademica, infatti, ha indirizzato i professionisti ad avere un approccio spesso non esaustivo con alcuni limiti. Il PG viene visto, infatti, come un fenomeno aleatorio e non prevedibile, posticipabile fino a quando l’imprenditore non lasci l’azienda e, comunque, da approcciare mediante utilizzo di strumenti tecnici corretti (technicality).

Nella realtà quello che emerge è che la pianificazione del PG richiede molto tempo e deve focalizzarsi, a livello relazionale, tra i membri della famiglia e tra questi ed i membri dell’azienda. Il rischio è quello di generare conflitti tra eredi, impreparazione tecnica e incapacità decisionale.

IVAN MUSSIO 21 apr 10:50