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Firenze
03 ott 2026 14:17

Rapporto BenVivere 2026: Brescia funziona

Presentato al Festival Nazionale dell'Economia Civile di Firenze, il Rapporto sul BenVivere e la Generatività dei Territori indica Brescia come modello di successo: sette "upgrade" e una trasformazione che unisce ambiente e welfare di comunità

Brescia è una delle aree del Paese che registrano il maggior numero di miglioramenti nell'ottava edizione del Rapporto sul BenVivere e la Generatività dei Territori, presentato oggi a Firenze nell'ambito del Festival Nazionale dell'Economia Civile. Il Rapporto, curato da NeXt – Nuova Economia per Tutti con il supporto di Federcasse e il contributo di Fondosviluppo (il fondo mutualistico di Confcooperative), analizza 53 Aree vaste italiane confrontando gli indicatori statistici ufficiali con la percezione dei cittadini, rilevata attraverso un'indagine su un campione di 6.000 persone.

Brescia è tra le città che hanno migliorato di più il proprio rating facendo sette “upgrade” nei diversi rating, un risultato che il Rapporto mette in evidenza come esempio di città industriale capace di avanzare sul fronte della sostenibilità ambientale e del benessere dei cittadini. Tra i fattori citati, il Piano Aria e Clima e il Piano del Verde e della Biodiversità approvato nel 2025, gli investimenti per le bonifiche dei suoli e, accanto a questi, il ruolo del welfare di comunità e del Terzo settore.

È proprio sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, associazionismo e cooperazione che il Rapporto individua uno dei punti di forza del territorio bresciano: esperienze di inclusione lavorativa per le persone detenute, percorsi per i NEET tra i 15 e i 29 anni, un protocollo che coinvolge associazioni, imprese e scuole per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, progetti di intermediazione sul fronte dell'abitare.

"La forza di Brescia sta nell'aver fatto crescere insieme sostenibilità ambientale, sociale ed economica. È dall'intersezione di queste tre dimensioni che nasce il risultato, e nessun soggetto avrebbe potuto raggiungerlo da solo – commenta Michele Pasinetti (nella foto), segretario generale e vicepresidente di Confcooperative Brescia – Sul lavoro viviamo un paradosso: le imprese cercano personale e allo stesso tempo migliaia di persone, a partire dai giovani NEET, potrebbero lavorare ma non lo fanno. Per questo abbiamo costruito con associazioni, imprese e scuole percorsi che fanno da ponte tra i ragazzi e le aziende. Lo stesso vale per la casa: abitazioni sfitte da una parte, famiglie che cercano un alloggio dall'altra. Anche qui il Terzo settore ha messo in campo una progettualità che fa da garanzia tra chi cerca e chi offre. Istituzioni, Terzo settore e associazioni di categoria hanno messo a disposizione strumenti concreti, il passo successivo è che diventino patrimonio di tutto il tessuto produttivo. Più imprese sceglieranno di farli propri, più il modello bresciano potrà esprimere tutto il suo potenziale". 

Il Rapporto sottolinea inoltre, a livello nazionale, il legame tra generatività e qualità della vita: nei territori in cui cittadini e organizzazioni agiscono per il bene comune il benessere, sia reale sia percepito, risulta significativamente più alto. Tra le indicazioni di policy, il rafforzamento dei corpi intermedi, l'amministrazione condivisa e lo sviluppo di reti di cooperazione e filiere cooperative.

03 ott 2026 14:17