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Brescia
di SILVIA SAIANI 14 mag 09:30

Un Approdo tra impresa e sociale

"Approdo”, cooperativa sociale di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati nasce il 12 maggio 1995 dall’impegno di un gruppo di volontari impegnati nel sociale. La capacità organizzativa, il lavoro di squadra, la competenza del personale e lo spirito imprenditoriale sono gli strumenti che da sempre “Approdo” utilizza per realizzare l’ideale in cui crede: l’ambizioso accostamento di “impresa” e “sociale”. L’area di azione si colloca nella zona est della provincia di Brescia e l’organico attuale è di 100 dipendenti, 30 soggetti svantaggiati in inserimento lavorativo e 300 clienti tra pubblici e privati a cui offre servizi di: pulizie civili e industriali, ristorazione scolastica, sgomberi e traslochi, montaggio mobili, servizi cimiteriali e vendita al dettaglio di mobilio e accessori casa usati.

Scelta. La scelta della cooperativa è stata quella di fornire concrete opportunità di lavoro a persone con patologia psichiatrica, che ancora oggi costituiscono, dunque, la maggioranza dei percorsi di inserimento. Anche nel corso del 2020 e 2021, nonostante le enormi difficoltà, è riuscita a garantire l’occupazione a tutto il suo organico, con ricorso residuale ad ammortizzatori sociali. Anche la progettazione non si è mai fermata e si è incamminata verso nuovi grandiosi progetti: l’agricoltura sociale e la falegnameria sociale.

Metodo. Per rendere il territorio un luogo nel quale creare valore aggiunto in un’ottica sostenibile e nel suo pieno rispetto, “Approdo” ha recuperato un metodo antico di coltivazione, detto “Piantata padana” dove le persone sono coinvolte nelle attività di raccolta, semina e piantumazione di frutti ed ortaggi. Vengono piantate, grazie alla aggiudicazione di un bando di Fondazione Comunità Bresciana, circa 160 tipologie di piante da frutto e riservata una consistente parte del terreno alla coltivazione di ortaggi. I benefici principali sono relativi alla socializzazione, alla comprensione di semplici mansioni, alla soddisfazione legata al vedere concretamente frutti delle proprie fatiche, al benessere legato alla condivisione di momenti sereni in ambiente aperto.

Falegnameria. La falegnameria sociale sta muovendo, invece, i primi passi: l’obiettivo è creare un piccolo laboratorio con una semplicissima dotazione nell’attuale deposito mobili. Il laboratorio sarà utile in molteplici direzioni quali rivitalizzazioni di mobili usati, restauro, servizio traslochi e posa di mobili, riparazioni e manutenzioni per andare incontro alle necessità dei privati che spesso faticano ad ottenere riparazioni di poco conto al mobilio di casa da parte di falegnami o artigiani, produzione di piccoli mobili che non si trovano nei grandi magazzini o nelle produzioni di serie; il laboratorio permetterebbe inoltre la partecipazione ai bandi comunali di manutenzione degli arredi scolastici o comunali e infine potrebbe creare una nuova linea di prodotti. Ogni mansione svolta in falegnameria restituisce al lavoratore un senso di compiuto, di risultato ottenuto, che se efficacemente guidato, rende il lavoratore soddisfatto ed inserito in un progetto più grande.

SILVIA SAIANI 14 mag 09:30