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Brescia
di BRUNO FORZA 21 apr 16:30

Germani, gazzella ferita

La stagione della Germani è letteralmente appesa a un filo. La sconfitta dello scorso weekend contro la Dinamo Sassari (94-82 dopo un terrificante parziale iniziale di 14-0) ha spinto la formazione nostrana sull'orlo del precipizio, dove l'incubo della retrocessione ha preso consistenza.

Contro i sardi la gara si è messa subito male, evidenziando tutti i limiti biancoblù, quelli di una squadra che ha smarrito la fiducia in se stessa, lo spirito di gruppo, il coraggio necessario per oliare i meccanismi, rendere efficaci le giocate ed essere competitiva. Più che una leonessa la Germani è una gazzella ferita che vaga nel cuore della savana, alla costante mercè dei predatori. Palloni che sembrano contenere calamite per incollarsi al ferro del canestro altrui, riflessi appannati e una scarsa propensione a combattere fanno temere il peggio ai tifosi, che incrociano le dita in vista dei prossimi due decisivi impegni, quelli con Cremona e Pesaro, dove non ci sono alternative alla riscossa e alla vittoria.

Come se non bastasse nell'ultimo turno di campionato sono arrivate pure le vittorie di Reggio Emilia e Varese, salite a quota 20 in classifica e virtualmente salve. Brescia va a braccetto con la Fortitudo Bologna a quota 18, dietro c'è solamente Cantù. Una situazione a dir poco complicata, che richiede un'immediata reazione.

Nel post partita coach Buscaglia è parso a dir poco sconsolato. Difficile trovare le parole per argomentare le difficoltà di una squadra che sembra priva di un'anima. I numeri parlano chiaro e sono resi ancora più inquietanti dagli sguardi assenti, dalle teste basse, dai sorrisi finiti nel dimenticatorio. “In situazioni come questa – ha affermato il tecnico – si perde la fiducia nella collaborazione reciproca e questo ti espone all'avversario, che trova la strada spianata. Bisogna trovare altri livelli nelle prestazioni, nuove motivazioni, combattere di più, restare uniti sulla strada che conduce alla salvezza, andare oltre il compitino. Io farò tutto quello che è nelle mie possibilità per spronarli. Mi verrebbe da spaccare tutto e l'ho già fatto altre volte, ma servirebbe a poco. Bisogna alzare lo stress, ma in un modo diverso, perché dia la scossa positiva di cui abbiamo bisogno per non affondare”.

Intanto fanno notizia anche i possibili record negativi collezionabili dalla squadra. Nel 1986 Brescia arrivò dodicesima dopo 7 sconfitte consecutive e da quando i biancoblù sono tornati in A non c'è mai stata una striscia di risultati altrettanto negativa. La paura, forse, viene anche da qui, dal rischio di lasciare un segno amaro nella storia. Nulla, tuttavia, è perduto, il destino di questa stagione può ancora essere scritto.

BRUNO FORZA 21 apr 16:30