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Chiari
di SERGIO ARRIGOTTI 05 giu 09:49

CG2000: 20 anni di opera educativa

Domenica 7 giugno alle 18 il Vescovo presiede in oratorio a Chiari la Messa per l’anniversario della costruzione del Centro giovanile 2000

Il Centro giovanile 2000 di Chiari compie 20 anni. L’oratorio nuovo fu fortemente voluto dall’allora prevosto, mons. Angelo Zanetti, dal curato don Piero Marchetti Brevi e realizzato con un progetto condiviso e sostenuto da tutta la comunità. Fu inaugurata così da mons. Giulio Sanguineti una struttura dedicata ai giovani ricca di spazi, di ambienti e possibilità. Un bar ampio e tutto nuovo, la cappella al centro del piazzale, le aule, i campi sportivi, il parco giochi, il grande anfiteatro sotto il tendone…

Per celebrare l’anniversario, domenica 7 giugno alle 18 il vescovo Tremolada celebrerà una Messa sotto il tendone. Sarà una bella celebrazione: oltre alla presenza di tante persone che amano l’oratorio ci saranno molti preti clarensi o che hanno prestato servizio a Chiari e anche tante suore. Le Dorotee hanno lasciato una traccia indelebile a Chiari. Ci sarà anche il Vicario Generale, mons. Gaetano Fontana. Per Chiari il Centro giovanile riveste una grande importanza. Data l’emergenza sanitaria legata al Covid, gli altri festeggiamenti sono rimandati a data da destinarsi. L’anniversario è anche occasione per riflettere sulle motivazioni del fare oratorio. Ne abbiamo parlato con don Oscar La Rocca, a Chiari dallo scorso settembre.

I sogni di 20 anni fa si sono realizzati?

Nel 2000 ero un giovane seminarista. Ricordo che in diocesi si parlava della nascita di questo oratorio: è stato un evento, per l’importanza dell’opera, ma anche del progetto che la motivava. Vi erano molti desideri educativi. È stata davvero la casa del giovane. I desideri che portavano nel cuore i sacerdoti e tutta la comunità credo siano stati realizzati.

Cosa significa fare oratorio oggi?

La sfida è quella di riuscire ad essere ancora un punto di riferimento per delle relazioni significative. Chi entra in oratorio si deve trovare bene, si deve trovare a casa. Nello stesso tempo l’oratorio non può chiudersi come un’isola, deve essere aperto al territorio, inserito in un contesto di sana collaborazione con le altre agenzie educative. La parola chiave è relazione: fra il sacerdote e i ragazzi, le famiglie e le persone.

Chi frequenta gli ambienti?

I ragazzi delle elementari, delle medie, gli adolescenti e le famiglie hanno una bella presenza all’interno dell’oratorio. È da almeno 15 anni che gli oratori grazie all’Iniziazione cristiana hanno preso una forma più improntata alla pastorale familiare. Ma mentre fai pastorale familiare in realtà fai anche pastorale giovanile.

Un suo sogno per il Centro giovanile 2000 del futuro?

Riuscire a tessere in oratorio relazioni vere. Entrare in relazione con i più piccoli e i più giovani e portarli a scoprire la bellezza della vita cristiana.

SERGIO ARRIGOTTI 05 giu 09:49