lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Visano
di DAVIDE GATTI 22 mag 10:26

Corsa a due a Visano

Visano figura tra i comuni bresciani che domenica 26 maggio dovranno rinnovare l’amministrazione locale. I candidati sindaci Piacentini e Taino hanno delineato le loro proposte in un incontro avvenuto lo scorso 10 maggio

Il sindaco uscente Francesco Piacentini si ripropone per il secondo mandato con “La Visano che vogliAMO”, una civica pura che intende segnalare la continuità del progetto intrapreso nel 2014 sia mantenendo la denominazione di cinque anni fa, sia ripresentando alcuni tra gli attuali consiglieri di maggioranza accanto alle nuove reclute. A sfidarli concorre Flavio Taino con la lista di centrodestra “SìAMO Visano” che preferisce marcare le distanze rispetto alle precedenti esperienze amministrative: tutti i candidati sono volti nuovi della politica locale fuorché il leghista Giovanni Rizzotto, già consigliere di minoranza nell’ultimo quinquennio. Di seguito le due interviste ai candidati Flavio Taino e Francesco Piacentini.


Flavio Taino e il centrodestra con “SìAMO Visano”

Lei si presenta coi simboli di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia: perché una scelta simile per un piccolo comune come Visano?

Abbiamo pensato a questo imprinting per identificarci meglio rispetto a una lista civica pura, che dà sempre segno di località: cioè non ha legami in provincia e in regione. Noi invece inserendo i simboli del centrodestra saremo facilitati dalle nostre connessioni e potremo confrontarci coi nostri riferimenti politici a livello provinciale e regionale. È poi chiaro che nelle realtà locali le proposte sono declinate sulle persone: anche se Fratelli d’Italia non è attivo a Visano, alcuni nostri candidati militano per la Lega e per Forza Italia. Altri al contrario non si schierano coi partiti di centrodestra e per loro ci presentiamo anche con una lista civica.

Parliamo allora delle persone, tanto più che per entrambe le liste pare sia stato difficile reclutare candidati.

Sono normali le perplessità sui candidati che politicamente non si sono mai esposti. Nella nostra lista c’è solo un candidato, Rizzotto, proveniente da precedenti esperienze amministrative, ma gli altri si sono distinti per impegno, costanza, voglia di fare e capacità di mettersi a disposizione della comunità. Personalmente fino a marzo ero nel comitato esecutivo di una banca e ho dunque conosciuto le procedure di una democrazia assembleare, dovendo rappresentare la volontà della maggioranza tra i soci. Da sindaco potrò rappresentare la volontà della maggioranza tra i cittadini.

E le minoranze?

Le minoranze secondo me hanno l’obbligo di stimolare la maggioranza e di sollevare opinioni diverse. Se gli stimoli non sono pretestuosi (i no a prescindere) si riesce a creare un rapporto di ascolto e a volte pure di condivisione, anche perché occorre rappresentare tutta la popolazione nelle decisioni importanti.

Nel vostro programma è dedicato un ampio spazio alle attività agricole, ma anche alle questioni ambientali. Quali soluzioni proponete per problemi quali i reflui zootecnici e i gessi di defecazione da fanghi di depurazione sparsi sui campi di Visano?

L’agricoltura è un presidio del territorio e noi riteniamo che debba essere ecosostenibile. Sui reflui zootecnici esistono già normative nazionali e regionali sufficienti a tutelare la salute dei cittadini. Noi collaboreremo cogli enti amministrativi superiori e poiché siamo sensibili a questi temi avvieremo un percorso di formazione per far capire agli imprenditori che non necessariamente le esigenze dell’ambiente incidono in maniera negativa sul bilancio aziendale. Talvolta basta l’informazione per iniziare un cambiamento di prospettiva, perché alcuni errori in ambito ecologico derivano da abitudini consolidate. Intendo dire che a certe abitudini a volte neanche pensiamo e con una maggiore informazione si può agire in questo senso. Diverso è il discorso sui gessi di fango: i reflui in genere vengono prodotti da allevamenti locali e smaltiti su terreni propinqui, mentre i fanghi provengono da attività industriali o civili e impattano maggiormente sull’ambiente. L’Unione dei Comuni sta già stipulando un apposito accordo con tutti gli attori interessati: se l’agricoltore vuole spargere i gessi sul proprio campo- naturalmente alla luce del giorno e non nottetempo- deve prima effettuare le debite analisi, ottenere tutte le autorizzazioni e rispettare determinati orari. Anche il trasportatore deve osservare la normativa, perché a Visano i problemi erano dovuti al trasporto. Personalmente non nego a prescindere la possibilità di usare un simile fertilizzante, sebbene non sappia quanto sia opportuno, dato che in genere contiene metalli pesanti capaci di restare nel terreno per centinaia d’anni, finendo poi nella catena alimentare. Le regole da tale punto di vista sono piuttosto rigide: i produttori di prosciutto per esempio evitano di comprare maiali da chi usa i fanghi. Insomma, da sindaco non vieterei questa attività, ma provvederei comunque a tutelare la salute dei cittadini.

E la questione del collettore-depuratore?

Sembra che l’idea di portare qui i reflui dal Lago di Garda sia sfumata. Resta il problema dei reflui visanesi e di completare il sistema fognario comunale: ora si sta pensando di rimettere in sesto il vecchio depuratore fuori uso da decenni, ma ciò avrebbe senso solo dopo una convenzione con gli enti superiori che preveda pure il completamento della rete fognaria. Inoltre non dobbiamo dimenticare che anche a Isorella esiste un depuratore in disuso, e si potrebbe pensare di utilizzarlo al posto del nostro. È una scelta che interessa l’intera Unione dei Comuni (Visano, Isorella e Acquafredda) e va intrapresa nell’osservanza delle regole.

Nel programma citate la riqualificazione del centro abitato: per quali aspetti le vostre idee a riguardo si distinguono dall’operato di Piacentini?

Il commento sull’operato di Piacentini sarebbe sterile: non ho i numeri per giudicare l’aspetto economico. Posso solo dire che secondo me si è sbagliata la tempistica, perché importanti iniziative sono state concentrate negli ultimi sei mesi del mandato. L’abbattimento delle case Cielo durante l’anno scolastico rischia di creare disagi al traffico: Piacentini avrebbe dovuto agire d’estate. Poi non so quanto possa migliorare l’aspetto del nostro centro storico e mi sembra che dietro i vari interventi manchi una visione globale. Noi intendiamo anzitutto coinvolgere maggiormente la comunità locale nelle decisioni di ambito urbanistico, inoltre stiamo pensando a un massiccio ampliamento delle piste ciclabili per collegare il centro alle periferie in maniera sicura, comprendendo i parchi comunali per i quali prevediamo una manutenzione costante affinché non divengano zone franche d’illegalità. È necessario anche mettere in sicurezza il passaggio a livello in collaborazione col comune d’Isorella.  

Parliamo invece dell’acquedotto: non è presente ovunque e ove è presente alcuni visanesi scelgono di non allacciarsi.

Sì, in due villaggi verso Acquafredda manca la rete primaria, ma anche dove essa è disponibile molti possibili utenti non vogliono usufruirne. La mia lista desidera che i detentori di pozzi privati li sfruttino con consapevolezza: se il pozzo è profondo e l’acqua è potabile non sorgono problemi, in caso contrario occorre più attenzione. Nessuno vuole costringere i visanesi ad allacciarsi, però promuoveremo una campagna di sensibilizzazione per tutelare la salute dei cittadini, visto che tra noi l’epatite C s’è scatenata con particolare virulenza. Naturalmente non faremo del “terrorismo”, ma ci preoccuperemo che il paese sia informato sulle proprie acque e su ogni eventuale rischio. Sappiamo poi che per alcune famiglie i costi di allacciamento graverebbero in maniera significativa sul piano economico: proporremo dunque agli istituti di credito convenzioni apposite, per permettere a tutti di usare l’acquedotto.

Socializzazione dei giovani: le iniziative dell’associazione Genera-azioni vengono disertate. Rimedi?

Le associazioni svolgono un ruolo importantissimo a Visano, ciascuna a seconda delle proprie finalità. Rispettando l’autonomia di ognuna, la mia amministrazione tenterà di favorirne la cooperazione per progetti ed eventi comuni. Nel nostro paese s’è sempre puntato molto sulle attività economiche, mentre forse l’aspetto più propriamente sociale non ha mai goduto di troppa attenzione. Di questo non voglio incriminare alcun colpevole: preferisco cercare di porre rimedio. Accade talvolta che alcuni visanesi si conoscano poco solo perché frequentano associazioni diverse, e una sinergia di forze tra le varie aggregazioni sociali può stimolare un maggiore incontro tra le persone.

Quali sono i rapporti con la parrocchia?

La parrocchia è un ambiente assai positivo non solo sul piano religioso ma anche aggregativo. L’amministrazione può aiutarla a ristrutturare i propri spazi, sia perché in tal maniera verranno vissuti meglio, sia per riqualificarli insieme al resto del centro urbano.

Passiamo alle attività culturali e all’uso della biblioteca.

La biblioteca dovrebbe essere meglio fruibile e più socializzante. A causa dei recenti traslochi ha subito qualche disagio e l’utilizzo ne ha risentito, ma adesso occorre agire affinché sia un centro di aggregazione e non solo un noleggio di libri.

Il vostro programma è compatibile con le esigenze di bilancio?

Anzitutto è difficile ottenere un’idea chiara del bilancio comunale odierno, perché il sito non è aggiornato: mi mancano i numeri per offrire valutazioni in tal senso. Sappiamo senz’altro che Visano ha i conti a posto dato che negli ultimi cinque anni molte iniziative sono state finanziate grazie a stanziamenti richiesti dall’amministrazione Tortelli. Sembra invece che Piacentini non abbia presentato molte richieste di bandi, limitandosi all’ordinarietà: ma Visano non può permettersi di rinunciare ai finanziamenti degli enti superiori. Occorre dunque una progettualità a medio e lungo termine, che non si esaurisca solo nel quinquennio ma sappia ragionare nella prospettiva dei decenni. Naturalmente per questo servono studi rigorosi e un maggior coinvolgimento della cittadinanza.

Perché un visanese dovrebbe votare per voi e non per Piacentini?

L’ho scritto nella premessa al mio programma: perché mi propongo di promuovere lo sviluppo di Visano, con trasparenza e dialogando coi cittadini, per prendere le scelte giuste al momento giusto con determinazione e metodo.

Secondo lei l’attuale sindaco Piacentini non promuove lo sviluppo di Visano prendendo le scelte giuste al momento giusto con determinazione e metodo?

Probabilmente ha promosso lo sviluppo, ma non so se abbia preso le scelte giuste al momento giusto con determinazione e metodo. Credo che la storia locale qualcosa insegni. È mancata la comunicazione sul problema della legionella, non s’è vista incisività sulla questione dell’Ecocalvina. Sarebbe stato opportuno qualche intervento più deciso, una maggior presenza in prima linea. Inoltre non è stata un bel segno la continua sostituzione di amministratori: negli ultimi cinque anni abbiamo visto una quantità di dimissioni oltre la soglia di ricambio fisiologico.


Francesco Piacentini per “La Visano che vogliAMO”

Un bilancio dei cinque anni appena trascorsi.

Fare il sindaco per Visano è stata un’esperienza appassionante sul piano personale. Naturalmente quando intrapresi questo percorso ero pieno di progetti e intenzioni, che nel quinquennio ho poi dovuto adattare alle varie limitazioni impostemi: dalle necessità di bilancio alla burocrazia imperante, passando per il problema degli uffici sotto organico. Sono soddisfatto: abbiamo raggiunto molti obiettivi grazie all’impegno nostro e dei dipendenti, ora chiediamo una riconferma per portare avanti ciò che è stato iniziato. Possiamo rivendicare tra i nostri meriti sia parecchie iniziative sociali sia numerose opere pubbliche, per esempio il rifacimento del municipio, la riqualifica delle scuole medie e la ristrutturazione della torre piezometrica.

Una tra le maggiori perplessità concerne le dimissioni importanti avvenute nel quinquennio.

Le dimissioni della vicesindaco Silvia Maninetti si debbono esclusivamente ai suoi sopraggiunti impegni lavorativi che rendevano inconciliabile l’incarico assunto con la vita professionale: comunque la sua collaborazione col nostro gruppo è proseguita e al suo posto è subentrato Stefano Ronchi quale mio vice e Olga Bertuzzi quale assessore. Inoltre occorre ricordare che sebbene la giunta abbia un valore diverso rispetto al consiglio, che diviene infatti l’organo deliberativo quando si riunisce col segretario, io ho sempre tenuto a rendere partecipi delle scelte comunali anche i consiglieri, pertanto il ricambio nella giunta non ha influito sull’attività dell’amministrazione nel suo complesso: Andrea Buttani s’era dimesso da assessore, ma restando consigliere ha potuto comunque fornire il proprio apporto positivo.

Alcune persone faticano a vedere un disegno unitario dietro i vari interventi urbanistici del centro storico. Cosa ne pensa?

È comprensibile. In realtà esiste un’idea di ristrutturazione uniforme, ma i singoli lavori sembrano scollegati l’uno dall’altro perché dobbiamo distribuirli nel tempo a seconda dei bandi regionali e comunitari: se vogliamo che le riqualifiche non gravino sui conti comunali dobbiamo accettare quest’apparente disomogeneità. Chiediamo ai cittadini una riconferma anche per portare avanti la nostra visione intrinsecamente coerente del centro storico, che si potrà cogliere solo sul lungo periodo di dieci anni.

Vi si critica poi per aver concentrato varie opere urbanistiche negli ultimi mesi del mandato e per il fatto che l’abbattimento delle case Cielo ostacolerebbe il traffico durante l’anno scolastico.

La programmazione dei lavori non è dell’ultim’ora, bensì è iniziata parecchio tempo fa. Soltanto abbiamo dovuto attendere i tempi burocratici e i finanziamenti degli enti superiori. Dunque bisogna escludere ogni motivazione propagandistica da campagna elettorale, anche perché le opere sono state promosse lungo tutto il mandato. Non tutte però sono egualmente visibili: il soffitto dell’asilo, il portico alle spalle della scuola elementare trasformato in aula non si notano ma servono, e non sono degli ultimi mesi. Quanto all’abbattimento delle case Cielo, mi pare che in piazza si arrivi comunque in maniera abbastanza normale e non si son creati tutti questi problemi: altrimenti sarebbero già venuti a dirmelo.

Parliamo ora dei problemi locali: reflui zootecnici, depuratore intercomunale e gessi di fango sparsi sui campi visanesi.

Al principio del mio mandato il problema principale era costituito dal cosiddetto “maxi-depuratore del Garda”, un progetto caldeggiato da varie forze politiche, in particolare Forza Italia con la Gelmini: il terminale avrebbe dovuto essere Visano. Tale idea non mi piaceva affatto e non piaceva alla cittadinanza: abbiamo istituito vari tavoli di discussione, confrontandoci anche con altri comuni. Per esprimere le nostre perplessità ci siamo recati in Provincia, poi in Regione e infine persino a Roma. Grazie a questo impegno, oggi il progetto non riguarda più Visano. Con Acquafredda e Remedello abbiamo invece cominciato la prima fase di un’altra opera, che per antitesi amo chiamare “mini-depuratore”, per collettare le nostre fognature e per servire le nostre comunità. Ma pensare che potessero affluire qui i reflui del lago era un’idea semplicemente balzana, dato l’abnorme impatto sul nostro territorio. Oltretutto ciò avrebbe richiesto un apparato immane di condutture. A Roma fummo ricevuti da un funzionario dell’allora ministro Poletti, e capimmo che stavano sottovalutando la distanza tra noi e il Garda: domandai provocatoriamente perché non provvedessero a soprannominarci “Visano sul lago”. Circa i gessi di fango invece l’Unione delle Terre del Chiese e del Naviglio ha approntato un regolamento. Purtroppo non ho potuto approvarlo nel primo mandato perché ho prima dovuto dialogare con le associazioni di categoria, affinché fosse ben calato nella realtà visanese. Spero di essere io ad approvarlo nel primo consiglio comunale utile. Aggiungo un inciso: talvolta sono stato rimproverato per una scarsa aggressività nel difendere gli interessi di Visano. Rispondo alle accuse: battendo i pugni sul tavolo non si risolvono i problemi. È invece utile portare le proprie rimostranze presso gli uffici competenti, con pacata ragionevolezza. Se mi fossi mostrato a salire sul treno per andare a Roma, con fascia tricolore e falcetto in mano sarei stato solo ridicolo. 

L’acquedotto non è presente ovunque e anche ove è presente molti preferiscono non allacciarsi.

Molti non si allacciano perché mancano gli stacchi dalla dorsale dell’acquedotto e per farli dovrebbero sobbarcarsi la spesa. Ma i finanziamenti per il mini-depuratore comprendono pure il completamento della rete idrica e della rete fognaria.

Cito dal vostro programma: “Continueremo a sostenere gli imprenditori agricoli nel reperire soluzioni e finanziamenti a integrazione del reddito con iniziative collaterali all’attività agricola”.

Nel primo mandato abbiamo organizzato delle serate per informare gli imprenditori agricoli sulle opportunità offerte dai finanziamenti regionali e comunitari, oppure per proporre metodi alternativi di gestire la produzione. Purtroppo non abbiamo ottenuto un grande riscontro e allora per il secondo mandato abbiamo reclutato Luca Galuppini, un esperto del settore, affinché ci aiuti in tal senso. È importante sostenere l’agricoltura perché è un presidio del territorio e una fondamentale manifestazione del nostro vitalismo economico.

“Creare comunità”: le iniziative dell’associazione Genera-azioni vengono disertate dai più. Quali soluzioni proponete e quali forme di collaborazione intendete portare avanti con la parrocchia, visto che nel programma ricorrete sovente a parole quali “solidarietà” e “sussidiarietà”, del lessico politico cattolico?

Intendo sostenere Genera-azioni anche nel secondo mandato, affinché divenga uno strumento di incontro nella nostra comunità. Per adesso forse non ha goduto di ampio successo perché ogni nuovo progetto richiede un periodo di rodaggio, ma sono sicuro che l’associazione abbia grandi potenzialità. Sul piano sociale, rivendico un merito della nostra amministrazione: cinque anni fa- non voglio accusare qualcuno in particolare- esisteva un certo distacco tra le istituzioni comunali e la cittadinanza, le associazioni, la parrocchia. Credo di aver avvicinato questi due mondi e in questo sono stato fortunato a iniziare il mandato coll’arrivo di don Roberto, che debbo ringraziare per l’atteggiamento sempre collaborativo tenuto nel quinquennio.

Quali sono le vostre proposte in ambito culturale?

Per l’ambito culturale ho la fortuna di poter contare su due candidati molto entusiasti: Denis Ruzzenenti, già eletto nel primo mandato, e Michela Orlandi che è alla prima esperienza. Entrambi sono molto carichi su questa tematica e li ho visti pieni d’idee: la seconda ha subito proposto, sin dal primo incontro organizzativo per la campagna elettorale, di fare un’aula studio; le iniziative scolastico-culturali otterranno poi uno spazio privilegiato dopo la riqualifica della torre piezometrica, ove ospiteremo vari eventi. Uno tra questi potrebbe essere un concorso letterario: il progetto è ancora tutto da definire, ma ne accennavano qualche giorno fa Denis e Michela e mi sembra un’idea interessante.

I vostri propositi son compatibili con le esigenze di bilancio?

Nel quinquennio abbiamo mantenuto l’avanzo positivo in bilancio procurato dalle precedenti amministrazioni. Abbiamo finanziato le nostre opere grazie ai bandi degli enti superiori e grazie a operazioni remunerative, quali per esempio la vendita d’un tratto stradale davanti alla Ofar e l’esazione dall’ENEL d’un canone sull’attraversamento della nostra rete idrica minore: nessun sindaco prima di me l’aveva esatto, noi abbiamo sfruttato l’opportunità offertaci dalla legge di rivendicare i cinque anni immediatamente anteriori. Intendiamo proseguire lungo questa linea.

Perché un visanese dovrebbe votare per voi e non per Taino?

In primo luogo perché noi siamo una lista completamente civica, mentre l’altra è piena di simboli partitici: scelta senz’altro lecita ma che non condivido. Il sostegno dei partiti non serve affatto per ottenere agevolazioni in Provincia e in Regione, la mia esperienza lo dimostra. I bandi non si vincono per i legami politici, tant’è che noi abbiamo finanziato numerose riqualifiche grazie agli enti superiori pur essendo civici. E poi non vorrei che un domani i partiti chiedessero il conto per il proprio sostegno: preferisco restar libero di fare il bene per la mia comunità. Inoltre l’elettore dovrebbe optare per noi perché molto abbiamo dato e molto ancora vogliamo dare a Visano, perché l’entusiasmo è ancora tanto e perché in questi anni siamo sempre stati vicini alle persone e disponibili alle necessità di ognuno.



DAVIDE GATTI 22 mag 10:26