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Brescia
08 gen 00:00

Famiglia, baluardo a difesa della società

Il commento al Te Deum dell'onorevole Mariastella Gelmini (FI)

Il Te Deum del vescovo Monari non ha lasciato indifferenti nemmeno gli esponenti bresciani di Forza Italia. Questo il commento dell’onorevole Mariastella Gelmini: "La famiglia è un dono della sapienza per ogni cristiano; è un frutto della saggezza per chi è privo di fede. Per tutti, credenti e non credenti, in essa si incarna la forza dell’istinto naturale alla sollecitudine, all’amore per la vita e per la sua continuità. Sono le riflessioni più immediate che mi vengono dalle parole di straordinaria semplicità e di grande forza evangelica pronunciate da mons. Luciano Monari nell’omelia del Te Deum. Il vescovo di Brescia esorta tutti, e noi cristiani in particolare, a non farci difensori della famiglia quale luogo di una stabilità inerte, di un’aggregazione solo economica o di un luogo dove trovare riparo dalle intemperie della società.

Un tale modello di famiglia è già largamente presente nella nostra società e i suoi insuccessi, in termini di educazione dei figli e di crescita nella verità del bene, sono sotto i nostri occhi. La famiglia deve difendersi soprattutto dalle pigrizie dei suoi componenti; dalle false certezze che un benessere economico, vediamo oggi quanto fragile, sia risolutore di ogni problema ed elemento di stabilità.

Le insidie alla famiglia naturale si moltiplicano, di pari passo con le sfide proposte da una società affamata di diritti e accecata dall’affermazione del diritto dell’individuo come bene superiore a quello di qualsiasi altra persona. mons. Monari raccoglie la sfida di quella parte della società che agita le piazze e monopolizza il dibattito sociale e culturale rivendicando la legalizzazione delle coppie di fatto, etero ed omosessuali. E invita tutti noi cristiani a guardare più in là di questa sfida. Dov’è il problema? ci chiede Monari. 'Non si tratta di questione di fede; non è definito da nessun Concilio che non si possono legalizzare forme di convivenza diverse da quella familiare; quindi non ci sono in gioco eresie e scomuniche. Si tratta però di un cambiamento culturale e sociale profondo e sarà bene ci chiediamo se andando per questa strada miglioriamo o peggioriamo la società'. La domanda è retorica per i cristiani, ma dovrebbe essere motivo di attenta e serena riflessione per tutti gli altri.

Che cosa è, mi chiedo da cristiana, che alimenta la forza millenaria della famiglia e la rende, oggi più di ieri, il luogo insostituibile in cui si celebra l’amore coniugale? È la constatazione disarmante che nessuna società, dalla più primitiva alla più evoluta, ha saputo concepire un luogo diverso per “trasmettere” la vita naturale, procreare e crescere dei figli. Premesso che a nessun legame, fondato su una relazione affettiva stabile e duratura, si può negare, come non nega mons. Monari, il riconoscimento legale, ed è degno e meritevole di rispetto, rimane il fatto qualsiasi legame diverso dall’unione di un uomo e una donna porta inevitabilmente a una società per così dire “orizzontale”, senza il futuro dei figli e con un passato che tende a sfocare. Fuori dalla famiglia, una società si condanna a perdersi nel presente, nell’appagamento dei diritti di chi è già in vita e non di chi potrà venire in vita. La famiglia rimane il luogo di una società “verticale”, capace di trasmettere la vita, la formazione dei figli, l’arricchimento della società: essa è il baluardo contro la dissipazione senza futuro dei diritti individuali incapaci di socializzare il frutto di un affetto.

Le meditazioni di mons. Monari sono un arricchimento per tutti noi cristiani. Ma sono un’oasi di riflessione per quanti, privi di animosità e di pregiudizi, sono alla ricerca sincera di un terreno solido su cui edificare il loro progetto di vita".
08 gen 00:00