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Flero
10 ago 2026 14:37

Flero: preoccupazione per due impianti vicini

"Il nostro territorio non è un semplice spazio disponibile". Due grandi impianti di accumulo di energia elettrica, collocati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro e a distanza ravvicinata dalle abitazioni di Flero. È questo il tema che "Buongiorno Flero" porta all’attenzione della cittadinanza dopo l’incontro dei consiglieri del 5 agosto con il Sindaco e i promotori del progetto BESS previsto sul territorio comunale.

La questione, secondo il gruppo consiliare, non riguarda soltanto la realizzazione del singolo impianto flerese, ma l’impatto complessivo che due infrastrutture di queste dimensioni potrebbero produrre su un territorio già fortemente antropizzato e sottoposto a numerose pressioni ambientali.

“Non siamo contro la transizione energetica, ma il territorio non può essere considerato un semplice spazio disponibile. Non abbiamo una posizione pregiudiziale nei confronti della tecnologia BESS – sottolineano –, ma riteniamo che un intervento di questa portata debba essere conosciuto, discusso e valutato con la massima trasparenza, soprattutto quando coinvolge direttamente il territorio nel quale vivono migliaia di persone”.

Dai documenti esaminati emerge che gli impianti interessanti direttamente l’area flerese sono due. Il primo è il BESS Flero, previsto su un terreno agricolo adiacente alla centrale elettrica di via Case Sparse, che si sviluppa da nord a sud verso via Baia del Re per 75.000 metri quadrati. Il secondo è il BESS Brescia, localizzato nel territorio del Comune di Brescia, su circa 20.000 metri quadrati di terreno agricolo compreso tra il carcere di Verziano e l’abitato di via Pietro del Gallo a Flero. I due impianti risultano distanti circa 200 metri l’uno dall’altro e comunque a distanza ravvicinata dalle aree residenziali fleresi e questo cambia radicalmente la prospettiva. “Non possiamo pensare di valutare due impianti vicinissimi come se fossero completamente indipendenti. Anche se seguono procedure amministrative differenti e fanno capo a soggetti diversi, gli effetti sul territorio, sulla viabilità, sul paesaggio, sul consumo di suolo, sulle isole di calore generate e sulla sicurezza devono essere considerati nel loro insieme”.

Il progetto BESS Flero è stato presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 20 dicembre 2024 e segue quindi la procedura autorizzativa ministeriale prevista dalla normativa allora vigente. La Conferenza dei Servizi è stata avviata il 6 ottobre 2025 ed è tuttora aperta.

Secondo quanto riferito durante l’incontro, sono già stati acquisiti alcuni pareri favorevoli tra cui il nulla osta comunale positivo del 20 novembre 2025, mentre sono ancora in corso approfondimenti e valutazioni. Il quadro economico dichiarato per l’intervento è di circa 88,6 milioni di euro. 

Il progetto BESS Brescia è stato, invece, presentato a Regione Lombardia l’11 agosto 2025. La Conferenza dei Servizi è stata avviata il 27 maggio 2026 e, secondo le informazioni ricevute, la procedura è ancora in corso, con il parere tecnico previsto entro il 27 agosto 2026. L’importo complessivo dichiarato per questo secondo intervento è di circa 42,9 milioni di euro. “Le procedure non sono ancora concluse - evidenziano i rappresentanti di Buongiorno Flero – e c’è quindi ancora uno spazio concreto per approfondire, verificare e correggere ciò che eventualmente non risultasse adeguato”. L’impianto avrebbe una potenza di 100 MW per quattro ore, corrispondente a una capacità di accumulo di circa 400 MWh (corrispondente alla potenza necessaria a garantire il consumo energetico domestico di Flero per 15 giorni). La funzione dell’impianto è quella di accumulare energia elettrica quando la produzione (nucleare, convenzionale, termica, eolica, ...) supera la domanda e di restituirla alla rete quando la domanda cresce o quando la disponibilità di energia risulta inferiore. Si tratta dunque di un’infrastruttura inserita nel sistema elettrico nazionale, destinata a contribuire alla stabilità e sostenibilità della rete evitando le dispersione. “Comprendiamo perfettamente l’importanza strategica dell’accumulo, ma proprio perché si tratta di un’infrastruttura di interesse nazionale, riteniamo necessario discutere anche della localizzazione: l’interesse nazionale non può significare automaticamente che qualsiasi territorio sia idoneo ad accogliere ogni singola proposta”.

Uno dei temi sui quali il gruppo chiede maggiore approfondimento riguarda il consumo di suolo. L’area interessata dal BESS Flero è agricola. Durante l’incontro è stato riferito che si tratta di un terreno di valore agricolo non di pregio e compromesso dalla vicinanza della centrale elettrica. “Riteniamo questa definizione fuorviante, perché il valore di un terreno non può essere misurato soltanto in termini di produttività agricola o compromissione”. Il suolo svolge funzioni ambientali fondamentali: è un ecosistema che contribuisce alla regolazione delle acque, alla biodiversità, alla conservazione del paesaggio e garantisce la permeabilità. Per questo "Buongiorno Flero"  chiede che vengano approfondite le caratteristiche agricole dell’area, le pratiche colturali e di allevamento connesse (e la filiera d’eccellenza di riferimento), i vincoli esistenti e soprattutto il costo ecologico complessivo della trasformazione. “Ci chiediamo inoltre perché per un’infrastruttura di questo tipo, non siano state valutate prioritariamente aree anche attigue già compromesse, industriali dismesse o comunque non agricole”.

Un ulteriore interrogativo riguarda la superficie interessata dall'operazione. L’impianto dovrebbe occupare circa 20.000 metri quadrati, mentre la società proponente ha dichiarato di aver opzionati circa 75.000 metri quadrati. "Quando si parla di 75.000 metri quadrati di suolo agricolo e di un investimento di questa portata, la comunità ha diritto di conoscere non soltanto ciò che verrà realizzato oggi, ma anche quale sia la prospettiva futura dell’intera area”. Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti legati alla sicurezza. Secondo quanto illustrato dai progettisti, l’impianto non dovrebbe produrre emissioni, scarichi o prelievi di acqua dalla falda. Il sistema di raffreddamento delle celle sarebbe costituito da liquidi inseriti in circuiti chiusi. È inoltre prevista una vasca di laminazione di circa 65 per 15 metri, la cuiprofondità deve ancora essere definita sulla base delle verifiche relative al reticolo idrico. Per le emergenze antincendio sono previsti sistemi dedicati e serbatoi alimentati dall'esterno. "Buongiorno Flero", dopo aver preso atto di queste rassicurazioni, chiede che la sicurezza venga affrontata con il massimo livello di approfondimento. “Non intendiamo creare allarmismi, ma i fatti di cronaca anche relativi agli effetti degli incendi ad una sola batteria al litio, vanno studiati con attenzione. Proprio per questo chiediamo dati, documenti, protocolli e valutazioni tecniche. La sicurezza di un impianto di accumulo di queste dimensioni non può essere affidata soltanto a rassicurazioni verbali. Devono essere conosciuti i possibili scenari di emergenza, le modalità di intervento, le distanze di  sicurezza, le procedure dei Vigili del Fuoco e le conseguenze di eventuali incidenti. Va valutato il rischio incendio anche in relazione alla vicinanza con la centrale e l’attigua proposta del BESS Brescia”.

Un’altra questione riguarda la mitigazione ambientale. “Servono boschi, alberature vere, filari e interventi capaci di proteggere e ricostruire un sistema ambientale, non soltanto una schermatura visiva. Le aree tecniche inutilizzabili a causa dei campi magnetici dell’intorno dovrebbero essere considerate per interventi di rinaturalizzazione e piantumazione. I 55.000 metri quadrati eccedenti vanno vincolati a bosco o interventi di rinaturalizzazione e ceduti al Comune”.

Per riassumere, "Buongiorno Flero" avanza la richiesta di: una valutazione congiunta dei due impianti, considerandone gli effetti cumulativi; una verifica delle alternative localizzative su aree già compromesse; un approfondimento sul consumo e sulla trasformazione del suolo agricolo. Chiede, inoltre, di partecipare e sostenere la CER (Comunità Energetica Rinnovabile) di Flero. 

10 ago 2026 14:37