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Brescia
di L. ZANARDINI 08 apr 2016 00:00

Il patto con la città dell'Università Cattolica

L’intervista al magnifico rettore Franco Anelli. Nel 50° della sede di Brescia e in occasione della 92ª Giornata per l’Università Cattolica, domenica 10 aprile alle 11 la Messa su Rai 1 è in diretta dalla chiesa di San Francesco

La sede di Brescia dell’Università Cattolica investe sul futuro. Il magnifico rettore Franco Anelli in questa intervista presenta il tema della 92ª Giornata per l’Università Cattolica, che verrà celebrata domenica 10 aprile proprio a Brescia, e i programmi dell’Ateneo per la sede bresciana. Sul tavolo, in particolare, l’ampliamento dell’offerta formativa e gli sviluppi legati agli spazi dell’ex Seminario di via Bollani: l’investimento, oneroso, è giustificato da un patto con la città e la provincia. “Ogni volta in cui vengo a Brescia – spiega il rettore Franco Anelli – per le cerimonie accademiche o in occasione di una delle tante iniziative scientifiche e culturali promosse dalla Sede, riscontro sempre grande interesse e partecipazione. Le persone, i rappresentanti delle istituzioni e della società civile hanno confortanti parole di elogio per le nostre attività; si tratta di stringere ancora in modo più saldo il legame tra l’Ateneo e la città, che non significa solo agire sul terreno delle relazioni istituzionali o delle iniziative culturali aperte alla cittadinanza, ma, più specificamente, costruire delle proposte formative di tutti i livelli (laurea triennale, magistrale e post lauream) che siano interessanti e utili per gli studenti e con loro per la città, la comunità e il territorio”.

“Nell’Italia di domani io ci sarò. Da oggi”. La 92ª Giornata testimonia la passione educativa che contraddistingue l’Ateneo...

Il titolo esprime la volontà di reagire a due fenomeni, entrambi preoccupanti, ai quali assistiamo da diversi anni. Il primo è la sfiducia dei giovani nelle opportunità offerte dall’istruzione universitaria: questo minaccia la costruzione di capitale umano nel Paese e la capacità delle nuove generazioni di assumere efficacemente le responsabilità che le attendono; è un compito importante e ineludibile insistere nel formulare una proposta universitaria qualificante, per contribuire alla maturazione culturale e allo sviluppo della capacità di pensiero critico dei giovani, ma anche pragmaticamente utile, cioè idonea a fornire competenze che offrano la base del futuro professionale dei laureati. Il secondo fenomeno è la propensione all’emigrazione intellettuale. La risposta è un richiamo alla voglia dei giovani italiani di restare nel nostro Paese o di ritornarvi dopo un periodo qualificante e importante di studio e perfezionamento all’estero, che consenta loro di importare in Italia conoscenze preziose per la collettività.

La Giornata viene celebrata a Brescia per il 50° di attività della sede bresciana...

La sede di Brescia è stata costruita 50 anni fa con una focalizzazione tematica, con un’attenzione alla dimensione umano-sociale e soprattutto alla formazione e alla pedagogia. Diventa importante innestare idee nuove e proposte originali sul tronco solido di una identità che si è costruita nei decenni passati. Lo stiamo già facendo. Una decina di anni fa è stato aperto il nuovo corso di psicologia, che ha avuto successo, più di recente abbiamo avviato il corso di scienze politiche e la laurea magistrale in lettere dedicata ai contenuti digitali: sono offerte che hanno avuto una buona accoglienza da parte degli studenti; cercheremo di rafforzarle per ampliare il ventaglio delle offerte e per essere utili alla città.

Poi c’è l’internazionalizzazione…

Promuovere una dimensione internazionale non significa aderire a uno slogan o a una moda, ma offrire ai giovani l’opportunità di andare all’estero e di reimportare conoscenze e capacità, per essere costruttori dell’Italia dei prossimi decenni. Le iniziative sono molte. Tra le più attuali il corso di dottorato internazionale con la facoltà di scienze matematiche e fisiche.

Negli scorsi anni si è parlato anche di un possibile spostamento nell’ex Seminario di via Bollani. Qual è la situazione?

È un passo che ci accingiamo a compiere, e che abbiamo ritenuto indispensabile meditare: si tratta di un investimento assai rilevante, perché l’ala del seminario che abbiamo acquisito grazie alla disponibilità generosa della diocesi di Brescia ha bisogno di interventi significativi. Ferma restando la storica sede di via Trieste, sarebbe sicuramente un beneficio per la nostra università concentrare tutte le attività, oggi distribuite in quattro diversi insediamenti, nel Seminario. L’iniziativa non attiene solo alla logistica: è anche un rilancio, segno tangibile e concreto di una rinnovata fiducia dell’Università nella città di Brescia e nell’utilità della sua presenza. Prima di avviare l’attività, dobbiamo perciò verificare la risposta della comunità per avere la conferma che quanto l’Università offre e si propone di offrire in futuro, in termini di didattica e di ricerca, interessa alla città e che la città è disposta a sostenerla”.
L. ZANARDINI 08 apr 2016 00:00