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Brescia
di L. ZANARDINI 15 dic 2015 00:00

L'evoluzione del farmacista

La categoria dei farmacisti vive, oggi, un cambiamento epocale, non solo per l'introduzione delle nuove procedure informatizzate, ma anche per la variazione del ruolo e delle collaborazioni interattive con le altre categorie sociali e sanitarie. Ne parliamo con Clara Mottinelli, presidente di Atf Federfarma Brescia

Da semplice dispensatore di una “scatoletta” di farmaco, il farmacista sta diventando sempre di più un consulente globale della salute: ascolta e consiglia il cliente con il quale spesso e volentieri si crea un legame di fiducia. Sul territorio provinciale sono presenti più di 300 farmacie. In Italia il numero di abitanti per farmacia è passato da 3.500 a 3000 abitanti. Con il “concorsone” sono in arrivo quindi una cinquantina di nuove farmacie, di queste cinque in città. Se guardiamo solo alla Germania, il quorum è stato, invece, portato da 3900 a 4100 abitanti, imponendo che i farmaci vengano venduti solo in farmacia.

Presidente Mottinelli, qual è il bilancio del 2015?

Si chiude con un’attività molto intensa dal punto di vista della formazione delle farmacie distribuite sul territorio provinciale. Quest’anno ha segnato l’inizio della rivoluzione della digitalizzazione e della ricetta elettronica. Da ottobre 2014 a ottobre 2015 nel Bresciano sono state spedite più di 530mila ricette elettroniche: è stato un successo; le farmacie hanno risposto bene a queste sperimentazione. Questo ci consente di avere più tempo per il rapporto con l’utente, che è sempre al centro della nostra professione.

Una delle preoccupazioni maggiori è legata al Ddl concorrenza che di fatto consente l’acquisto di medicinali, previa ricetta medica, anche nei supermercati.

Siamo preoccupati per l’entrata del capitale nelle farmacie. La nostra preoccupazione è di resistere all’ondata di capitali delle multinazionali che possono rovesciare quello che oggi abbiamo con la farmacia libera e indipendente.

Come si sta evolvendo la professione del farmacista?

La scommessa di questo secolo è di spostare dall'ospedale sul territorio la cronicità. Accanto alla figura del medico di medicina generale e accanto allo specialista che gestisce soprattutto le quattro patologie principali (tra queste l’ipertensione e il diabete) anche il farmacista sta lavorando per svolgere sempre di più un ruolo di prevenzione.
L. ZANARDINI 15 dic 2015 00:00