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Montichiari
di FEDERICO MIGLIORATI 09 apr 08:18

Montichiari: in dialogo per i giovani

“Gli adulti hanno delle responsabilità, poiché hanno perso il senso dell’educare”. L’Abate commenta la cronaca della scorsa settimana

Il fatto di cronaca nera (il tentato omicidio da parte di un 13enne con un’arma da fuoco) che ha insanguinato la frazione Chiarini di Montichiari ha destato evidente allarme sotto i sei colli: abbiamo scambiato quattro parole con l’abate Cesare Cancarini allargando la riflessione sul tessuto sociale. “Ciò che è accaduto – dichiara – pur nella sua gravità non deve essere generalizzato. Certo è che gli adulti hanno delle responsabilità, direi anzi che sono loro i problemi seri poiché hanno perso il senso dell’educare, cioè del fornire ai giovani obiettivi e sogni, e allo stesso tempo manifestano debolezza e questo perché è venuta meno l’idea di uomo che vogliamo raggiungere. Suppliamo alle nostre mancanze riempiendo tutto di cose: ogni azione educativa è illuminata dal fine a cui vogliamo arrivare, ma non sappiamo quale sia”.

E la fede? “Come l’esperienza umana essa ha un’incidenza autenticamente politica, perché politica significa essere presenti nella città, nella società: o andiamo verso un mondo sempre più individualista o iniziamo ad affrontare i problemi autentici. Abbiamo vissuto periodi di profondo disprezzo verso gli immigrati e i più poveri, di odio e di razzismo, con la conseguenza che ci è ricaduto tutto addosso. Aver seminato odio ci ha messo con le spalle al muro”. L’avvento della tv commerciale (“che è spesso sensazionalismo, conflitto e pettegolezzo”), il problema della droga (“ormai dimenticato”) e l’esplosione della pornografia in tempo di Covid sono ulteriori campanelli d’allarme per l’Abate a cui non si può rimanere indifferenti. Quanto alla proposta lanciata mesi fa di un “tavolo” di confronto sulle tematiche giovanili, il prelato ritiene giunto il momento di partire: “Vedrei bene oltre alle parrocchie la presenza delle realtà sportive, delle associazioni caritatevoli, del Comune, ma anche della dirigenza dell’ospedale e, perché no, pure di anziani che potrebbero fornire la loro esperienza”.

FEDERICO MIGLIORATI 09 apr 08:18