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Leno
di MARIA TERESA MARCHIONI 10 feb 00:00

Moria sospetta di cani: indaga l'Asl

A dare la quasi assoluta certezza che si tratti di avvelenamento non c’è solo il responso dei veterinari dell’Asl, che hanno certificato che i due cani curati avevano evidenti sintomi di avvelenamento, ma anche il fatto che nelle due zone del paese dove sono stati trovati i cani morti sono state rinvenute alcune esche

Non vi sono ancora certezze, ma anche in assenza dei risultati ufficiali delle analisi portate a termine dall’Ufficio di igiene pubblica, il responso è oramai certo: “I cani trovati morti nella campagna che si trova sul confine con Ghedi e nell’area situata tra l’ex ippodromo e la strada provinciale Lenese sono stati avvelenati”. Ad Affermarlo è Nicola Caraffini, comandante delle polizia locale di Leno. In un primo momento sono stati trovati 7 cani meticci (5 morti, 2 salvati dai veterinari dell’Asl) rinvenuti in due distinte zone della campagna del comune di Leno. Ma ogni giorno che passa aumentano le segnalazioni di altre vittime.

A dare la quasi assoluta certezza che si tratti di avvelenamento non c’è solo il responso dei veterinari dell’Asl, che hanno certificato che i due cani curati avevano evidenti sintomi di avvelenamento, ma anche il fatto che nelle due zone del paese dove sono stati trovati i cani morti sono state rinvenute alcune esche: pezzi di carne e grasso (mescolati con veleno), ma anche una scatoletta di carne per cani, una di quelle che si trovano nei supermercati, ovviamente aperta e infarcita di veleno. Preso atto, quindi, che non si tratta di morti accidentali, ma quasi sicuramente frutto di una strategia ben precisa, sono partite le indagini, coordinate da Nicola Caraffini. Pare che queste esche avvelenate siano state buttate qua e là nell’ultima settimana di dicembre. Non si sa quindi se ce ne siano in giro altre. L’unico dato certo è che al comando della polizia di Leno stanno giungono altre segnalazioni. In attesa di poter attribuire responsabilità precise per il momento si possono fare solo ipotesi. La questione è aperta.
MARIA TERESA MARCHIONI 10 feb 00:00