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Montichiari
di REDAZIONE ONLINE 24 lug 2015 00:00

Nomadelfia: due serate di danze popolari in piazza a Montichiari

Le serate di Nomadelfia arrivano anche nel Bresciano, dopo il tour sul Lago di Garda. Sabato 25 e domenica 26 luglio alle 21.30 Montichiari ospita un doppio spettacolo ad ingresso libero

Nomadelfia, termine che deriva dal greco e significa “legge di fraternità” è stata fondata da don Zeno Saltini (1900-1981) che, diventando sacerdote nel 1931, ha accolto come figlio un giovane che usciva dal carcere. Da allora quasi 5.000 figli sono stati accolti nelle famiglie di Nomadelfia, una popolazione comunitaria di famiglie che vive insieme con lo scopo di costruire una nuova civiltà fondata sul Vangelo.

Quest'anno giungono al cinquantesimo anniversario gli spettacoli della comunità che, ideati dallo stesso don Zeno, sono uno strumento originale e coinvolgente per portare un messaggio di fraternità, giustizia e speranza. Per la speciale occasione la tournée si carica di tante novità, portando in scena una danza in stile moderno che trova impegnati tutti i giovani di Nomadelfia per esprimere l'"onda" di un popolo che vuole vivere la fraternità.

Le danze proposte sono tratte dal folklore di tutto il mondo grazie all'impegno di 130 persone, di cui 100 ballerini da 6 a 21 anni, preparati da una maestra-coreografa professionista. La bellezza di questi balli e delle figurazioni acrobatiche eseguite dai giovani, trasmette il clima della comunità e il loro diverso modo di vivere, conferendo a queste serate un fascino che a distanza di 50 anni continua a riempire le piazze.

L'imperdibile appuntamento è a Montichiari, sabato 25 e domenica 26 luglio alle ore 21.30, per un doppio spettacolo che suggerisce i valori universali su cui impostare le relazioni umane portando come messaggio la filosofia di Nomadelfia: Contrapporre all'individualismo la fraternità, alle logiche economiche la giustizia sociale, al pessimismo sul futuro la speranza di un mondo migliore.


Nomadelfia è ggi è una popolazione di circa 300 persone, 60 famiglie, con sede in Toscana dove le famiglie sono aperte all'accoglienza di minori in stato di disagio o di abbandono. Una volta raggiunta la maggiore età tutti i giovani sono liberi di rimanere oppure di lasciare Nomadelfia. Per superare l’individualismo familiare, don Zeno ha creato i “gruppi familiari”, composti ciascuno da quattro o cinque famiglie che vivono insieme e vengono ricomposti ogni tre anni per fraternizzare con tutti i membri della comunità. I Nomadelfi lavorano nelle aziende, nei laboratori, negli uffici, nelle scuole della comunità, dove gli insegnanti sono gli stessi Nomadelfi. Le risorse economiche provengono dal lavoro dei Nomadelfi, dai contributi di legge per i figli accolti e dalla Provvidenza, specialmente attraverso le attività di apostolato: pubblicazioni, ospitalità (si può visitare e alloggiare: ogni anno arrivano più di 10mila persone) e incontri. All’interno di Nomadelfia, tutti i membri effettivi partecipano attraverso l’Assemblea ad approvare le leggi, a prendere le decisioni più importanti e a rinnovare le cariche costituzionali.
REDAZIONE ONLINE 24 lug 2015 00:00