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Capriano del Colle
di VITTORIO BERTONI 11 apr 2026 12:06

Parco del Monte Netto: luogo per apprendere

Nel cuore della pianura bresciana, dove la terra racconta storie antiche e il paesaggio conserva un equilibrio prezioso tra natura e presenza umana, c’è un luogo che guarda lontano. Il Parco Agricolo Regionale del Monte Netto non è soltanto un’area protetta: è uno spazio vivo, capace di accogliere, insegnare e creare connessioni che superano i confini geografici.

È proprio qui che, nelle scorse settimane, si è intrecciata una storia fatta di scoperta, crescita e incontro. Una giovane studentessa arrivata da Dublino ha attraversato l’Europa per immergersi in un’esperienza che va ben oltre il semplice tirocinio. Dal 23 marzo al 10 aprile, Seyedeh Shirin Seyed Khezri ha vissuto il Parco non da visitatrice, ma da protagonista: osservando, studiando, contribuendo.

Il suo percorso, inserito nel programma Erasmus+, ha trasformato la teoria in realtà concreta. Giorno dopo giorno, tra attività di ricerca e lavoro sul campo, la sostenibilità ambientale ha smesso di essere un concetto astratto per diventare esperienza diretta: terra sotto le mani, paesaggi da leggere, ecosistemi da comprendere.

Accolta e accompagnata dalla Cooperativa Mistral, la studentessa ha trovato non solo un supporto organizzativo impeccabile, ma anche una guida capace di rendere ogni momento significativo. Nulla è stato lasciato al caso: dall’inserimento nel contesto locale fino al monitoraggio costante del suo percorso, tutto ha contribuito a costruire un’esperienza autentica e completa.

Nel quotidiano, il lavoro si è fatto relazione. Insieme al direttore Ettore Monaco e alla geometra Eleonora Gennari, la giovane tirocinante ha preso parte alla vita del Parco, contribuendo anche a renderlo più aperto al mondo. Attraverso la traduzione e la creazione di contenuti in inglese, il sito dell’ente si è trasformato in una porta accessibile a un pubblico internazionale: un gesto concreto che unisce comunicazione e inclusività.

Ma è stato soprattutto fuori, tra sentieri e colline, che l’esperienza ha trovato il suo significato più profondo. Camminando nel territorio dominato dal Monte Netto, tra campi disegnati da filari e angoli di natura ancora intatta, la studentessa ha costruito una mappa non solo geografica, ma anche emotiva. Ha scoperto il valore di un paesaggio che dialoga con la storia, come quello che si estende fino alla valle del Fiume Mella, e ha imparato a riconoscere la delicatezza degli equilibri che lo sostengono.

Luoghi come il bosco delle Colombaie o le aree di cava trasformate in piccoli ecosistemi acquatici raccontano una natura capace di rigenerarsi, mentre i gelsi, sempre più rari, custodiscono la memoria di un passato agricolo che il Parco si impegna a non dimenticare. In questo scenario, ogni attività diventa esperienza educativa, ogni osservazione si trasforma in consapevolezza.

“Il senso più autentico di questa iniziativa - sottolinea il presidente, Flavio Bonardi – si attua nel formare cittadini europei, capaci di pensare oltre i confini, di confrontarsi con realtà diverse e di sviluppare un legame profondo con l’ambiente”.

E forse è proprio questo il risultato più importante. Non solo competenze acquisite o progetti realizzati, ma uno sguardo nuovo: quello di chi torna a casa portando con sé un pezzo di mondo in più. Allo stesso tempo, il Parco si arricchisce, aprendosi al dialogo internazionale e rafforzando il proprio ruolo come luogo di incontro tra culture, esperienze e generazioni.

In un’epoca in cui tutto sembra accelerare, esperienze come questa ricordano il valore del tempo vissuto con attenzione, della conoscenza che nasce dal contatto diretto, dello scambio che diventa crescita reciproca.

Il Parco Agricolo Regionale del Monte Netto si conferma così non solo custode di natura, ma laboratorio di futuro: uno spazio dove l’Europa prende forma, passo dopo passo, tra sentieri, parole e relazioni.

VITTORIO BERTONI 11 apr 2026 12:06