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Brescia
di R.GUATTA CALDINI 13 ago 2015 00:00

Questa notte le serrande di "Frank" rimarranno abbassate

Nella mattinata di oggi i titolari della pizzeria d'asporto di via Valcamonica sono stati freddati da due colpi d'arma da fuoco. Si cercano i killer

Per il popolo della notte “Frank” rappresentava l'approdo ideale, il “refugium peccatorum” che negli anni ha accolto migliaia di ragazzi e ragazze, dove venivano saziati con un caldo krapfen appena sfornato o con un trancio di pizza: il tutto servito su carta impregnata d'olio... Da qui i soprannomi con i quali “Frank” era conosciuto dai giovani bresciani, “il putrido” era probabilmente l'appellativo più in voga.

Da oggi nessuno potrà più andare a consumare gli ultimi istanti della notte da “Frank”, al secolo Francesco Seramondi (65 anni), e da sua moglie, Giovanna Ferrari (63). In una calda mattinata agostana qualcuno è entrato nel loro laboratorio di via Valcamonica e con due colpi d'arma da fuoco ha messo la parola fine alle esistenze di entrambi. Gli inquirenti indagano sull'accaduto, scandagliando nella vita di Seramondi, cercando di fare luce dove luce non c'è, dove la notte le persone si muovono al limite fra il legale e l'illegale, fra i capannoni della Mandolossa e le cascine dismesse, fra i locali notturni, lo spaccio di sostanze stupefacenti e la prostituzione. Qui la notte (a questo punto anche il giorno), in questi anni, è diventata sempre meno frequentabile.

Dell'aria tesa che si respirava e si respira nel piazzale antistante il locale “Frank” ne aveva parlato anche al Giornale di Brescia, palesando tutte le sue paure e le sue preoccupazioni, a seguito del ferimento, sempre attraverso un'arma da fuoco, di un suo dipendente: Arben, il 43enne albanese che per 18 anni è stato al fianco di Seramondi. In quell'occasione “Frank” aveva fatto presente come i clienti fossero intimoriti dagli “uomini che cercano di aprire le portiere delle auto, che percorrono il rondò per vendere la polvere bianca...”. A tutt'oggi, a un mese di distanza dai fatti, gli artefici di quell'agguato sono ancora ignoti.

La notizia del duplice omicidio ha sconvolto la città e sui social è un proliferare di ricordi e testimonianze. Una spicca fra tutte, quella di Davide L. che sulla pagina Fb del locale scrive: “Per ogni bresciano che vive di notte come me Frank era un'istituzione. L'ultima volta che sono stato lì l'ho visto con i miei occhi prendere un sacchetto che uno degli spaccini (spacciatore ndr) aveva nascosto nel suo locale alla vista di un lampeggiante e ributtarlo in strada. Con Frank se ne va un pezzo della Brescia notturna... Oggi è un brutto giorno”.
R.GUATTA CALDINI 13 ago 2015 00:00