Le risposte dell'agricoltura alla sfida dell'acqua
A Orzinuovi il convegno promosso da Coldiretti Brescia nell’ambito della 78ª Fiera Regionale
Cambiamenti climatici, gestione della risorsa idrica, innovazione genetica, infrastrutture e capacità dell’agricoltura di adattarsi a scenari sempre più complessi. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Ogni goccia conta – Le risposte dell’agricoltura moderna”, promosso da Coldiretti Brescia nell’ambito della 78ª Fiera Regionale di Orzinuovi.
Un confronto che ha riunito il mondo agricolo, quello scientifico e le istituzioni per affrontare una delle questioni decisive per il futuro del settore primario: la disponibilità e la corretta gestione dell’acqua, in uno scenario nel quale siccità prolungate ed eventi meteorologici estremi impongono strategie nuove e una sempre maggiore capacità di prevenzione.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Orzinuovi Laura Magli, ad aprire la serata è stata Laura Facchetti, Presidente di Coldiretti Brescia: “L’acqua rappresenta una risorsa indispensabile per la nostra agricoltura e la sua gestione è ormai una delle grandi sfide che abbiamo davanti – ha dichiarato– gli eventi degli ultimi anni, compresi quelli che hanno interessato il nostro territorio proprio oggi e settimana scorsa la Vallecamonica, dimostrano quanto sia necessario passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione. Dobbiamo essere capaci di trattenere l’acqua quando è disponibile, utilizzarla in maniera efficiente quando serve e contemporaneamente prenderci cura del territorio. Gli agricoltori sono pronti a fare la propria parte: investono ogni giorno in innovazione, tecnologia e sostenibilità, ma devono essere messi nelle condizioni di continuare a produrre”.
Sul cambiamento climatico e sull’evoluzione dei fenomeni atmosferici è intervenuto Dino Zardi, professore ordinario di Fisica dell’Atmosfera presso l’Università di Trento che ha sottolineato come il cambiamento climatico non significa semplicemente un aumento delle temperature, ma una modifica complessiva degli equilibri atmosferici e della distribuzione delle precipitazioni. Il settore agricolo è tra quelli che ne percepiscono più direttamente gli effetti. Conoscere sempre meglio questi fenomeni, migliorare le capacità previsionali e utilizzare i dati disponibili diventa fondamentale per programmare, prevenire e ridurre l’esposizione ai rischi – precisa Coldiretti Brescia.
Al centro del confronto anche il ruolo della ricerca e dell’innovazione genetica, affrontato da Mario Pezzotti, professore ordinario di Genetica Agraria all’Università di Verona che durante il suo intervento ha sottolineato come l’innovazione genetica rappresenta uno degli strumenti più importanti per accompagnare l’agricoltura nell’adattamento ai cambiamenti climatici e la ricerca può consentire lo sviluppo di varietà più resistenti agli stress ambientali, capaci di utilizzare in maniera più efficiente l’acqua e allo stesso tempo di mantenere qualità e produttività. Innovare infatti non significa rinunciare alla nostra agricoltura e alla sua identità, ma fornire gli strumenti necessari per affrontare il futuro.
Un ruolo fondamentale è quello svolto dai Consorzi di Bonifica e di Regolazione nella gestione quotidiana della risorsa. Marco Bessi, Presidente del Consorzio dell’Oglio, ha sottolineato come: “la gestione dell’acqua richiede programmazione, manutenzione e una visione che sappia andare oltre l’emergenza. Dobbiamo essere capaci di utilizzare al meglio ogni metro cubo disponibile, migliorando le infrastrutture e rendendo sempre più efficiente la distribuzione. Agricoltura, territori e comunità sono strettamente collegati: investire nella gestione idrica significa tutelare contemporaneamente produzione agricola, ambiente e sicurezza”.
A portare la posizione di Regione Lombardia è stato Alessandro Beduschi, Assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste: “spesso Regione Lombardia fa bene le cose, ma fatica a comunicarle: il Tavolo regionale dell’acqua, attivo dal 2022 e composto da tutti gli attori della filiera, ne è un esempio concreto. A questo si aggiunge CEDATER, un sistema informatizzato che integra sensoristica, dati sugli invasi e cruscotti interattivi, permettendoci di assumere decisioni sempre più precise e tempestive nella gestione di una risorsa strategica come l’acqua. Anche quest’anno abbiamo chiesto sacrifici al comparto idroelettrico e al turismo, cercando di rendere compatibili tutti gli utilizzi e consentendo all’agricoltura di completare anche i secondi raccolti: è il risultato di una collaborazione istituzionale di alto livello e di un cambio di mentalità che mette programmazione, tecnologia e uso efficiente della risorsa al centro”.
Le conclusioni sono state affidate a Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti, che ha richiamato la necessità di trasformare il confronto sul cambiamento climatico in azioni concrete. “Non possiamo continuare ad affrontare il tema dell’acqua soltanto quando ci troviamo davanti a una situazione di emergenza. L’Italia ha bisogno di una strategia strutturale, capace di aumentare la capacità di raccolta delle acque piovane e di renderle disponibili nei momenti di necessità. Servono infrastrutture, invasi, manutenzione del territorio, ricerca e innovazione. L’agricoltura italiana vuole continuare a garantire produzioni di qualità e sicurezza alimentare, ma per farlo dobbiamo mettere le nostre imprese nelle condizioni di competere e di affrontare gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico”.
Il convegno ha confermato come la sfida dell’acqua non riguardi soltanto il mondo agricolo, ma l’intero territorio. Una sfida che richiede programmazione, investimenti, ricerca e collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e imprese, riconoscendo al settore primario anche il ruolo fondamentale di presidio e manutenzione delle aree rurali.