lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
di SERGIO ARRIGOTTI 20 nov 14:00

Un mezzo nuovo: l’appello

Tempi duri, quelli dell’epidemia di Covid che si è tragicamente diffusa in tutto il mondo. Tempi duri anche per i molti gruppi di volontariato che nel pieno dell’emergenza sanitaria, sociale, ed economica, non hanno mai smesso di portare aiuto e sollievo solidale. Anzi, visto che aumentavano i bisogni hanno moltiplicato i propri interventi. Ma ora hanno loro stessi necessità di sostegno e aiuto. È il caso ad esempio dell’associazione Gruppo Amici di Quinzano. Il Gruppo, che ha sede legale a Quinzano e sede operativa ad Acqualunga di Borgo San Giacomo, opera nel sociale da oltre 15 anni. In questi mesi gli Amici si sono dedicati senza sosta alla distribuzione dei pacchi alimentari, alle famiglie della Bassa che si trovano in un momento di indigenza e difficoltà, in particolare a Borgo San Giacomo, Quinzano d’Oglio e Villachiara.

I numeri. “Le famiglie che abbiamo preso in carico – dice Gianfausto Saleri presidente del Gruppo Amici – sono 174, facendo ad ognuno di loro un piano di mantenimento a cadenza settimanale, e in più forniamo pacchi alimentari a 2 associazioni, di cui una è di ragazzi disabili e l’altra è una casa-famiglia. Siamo orgogliosi e felici di poter aiutare tutte queste persone, che ormai per noi sono diventate una grande famiglia”. Dal 21 aprile al 31 di ottobre sono stati consegnati 7.264 pacchi alimentari. Ma ora c’è un nuovo problema: il mezzo di cui i volontari dispongono è uno solo, un vecchio furgoncino ormai consumato per i tanti chilometri percorsi. “Può accadere – spiega il presidente Saleri – che in solo giorno vengano percorsi anche 250 km e più. Per attuare la distribuzione gratuita di beni alimentari, che rappresenta per molti un sostegno importante, c’è bisogno anche di denaro per mettere in strada il mezzo che quotidianamente faccia il giro dei supermercati per reperire i beni che vengono donati al gruppo”. E c’è bisogno poi sempre del furgone per consegnare i pacchi a domicilio: non tutte le famiglie che il gruppo segue sono in grado di andare a ritirare il pacco nella sede dell’associazione.

I finanziamenti. In passato il Gruppo si autofinanziava con i proventi di feste ed eventi, il cui introito è però venuto meno per i divieti imposti allo scopo di arginare i contagi. Il meglio sarebbe addirittura riuscire a comprare un mezzo nuovo. Da qui la richiesta di aiuto del Gruppo Amici. I volontari hanno chiesto un contributo ai Comuni in cui operano. “Stiamo attendendo risposte, confidando nella lungimiranza e nella sensibilità degli amministratori” precisa il presidente.

I ringraziamenti. Ma intanto mentre il presidente non manca di ringraziare i supermercati e le realtà che aiutano e sostengono il gruppo, e i suoi volontari che tanto si impegnano, se qualcuno desidera contribuire può versare il suo obolo sul conto dell’associazione: Iban T92M0839355070003090010918.

SERGIO ARRIGOTTI 20 nov 14:00