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Brescia
di R. GUATTA CALDINI 27 ott 2015 00:00

Vaccinazioni in calo. Brignoli: "Rendere obbligatorio quello che viene suggerito"

Vaccinarsi o non vaccinarsi? Il "dilemma" occupa il dibattito pubblico. Intanto a Brescia ci sarà una diminuzione dell'offerta relativa al vaccino antinfluenzale

Vaccinazioni in calo? Sembra di sì, tanto che il Ministero della salute è tornato a occuparsene nei giorni scorsi, dopo “l’allarme” lanciato a gennaio quando sul tema si era espressa l’Organizzazione mondiale della sanità. Vent’anni fa il legislatore decise di mettere mano alla legge che ne regolamentava la somministrazione, considerato che tutti si vaccinavano. Oggi – vista la tendenza di non sottoporre se stessi e i propri figli alle immunizzazioni – come segnalato da alcuni ambiti sanitari nazionali, sembra necessaria una maggiore discesa in campo delle realtà preposte alla prevenzione. Qual è la situazione a Brescia? Lo abbiamo chiesto al medico di medicina generale Ovidio Brignoli.

A cosa si deve secondo lei questo calo statistico delle vaccinazioni in ambito nazionale?
A un’informazione non molto corretta derivata da giornali non specialistici, non medici, che mettono in guardia da rischi del vaccino che in realtà non sono mai stati documentati. Ai vaccini viene attribuita una serie di patologie e malattie che non ha avuto alcuna conferma, ne cito una su tutte, l’autismo. Nulla di questo è mai stato dimostrato da alcun organo scientifico. Tutto questo ha portato a un calo delle vaccinazioni sia nei bambini che negli adulti. Credo che l’atteggiamento corretto sia rivolgersi agli operatori sanitari, a persone titolate a dare informazioni alla popolazione.

Qual è la situazione a Brescia? Sia per quanto riguarda i bambini che gli adulti, pensiamo soprattutto ai vaccini antinfluenzali, la cui campagna è imminente...
Brescia purtroppo rappresenta un’eccezione nel panorama nazionale. La Direzione generale, per motivi economici, ha deciso di non rimborsare i medici che vaccinano, quindi alcuni di loro hanno deciso di non procedere alla vaccinazione antinfluenzale, l’anno scorso e anche quest’anno. E’ stato confermato che non verranno erogati i pochi euro destinati ai medici che vaccinano. Questo fa sì che l’offerta vaccinale nei confronti dei cittadini bresciani si riduca drasticamente. Vengono a mancare i 600/700 medici che normalmente vaccinavano. Questo vuol dire altrettanti punti vaccinali ambulatoriali con orari molto aperti che vengono meno all'appello. Rimangono i posti pubblici attivati dall’Asl, che sono molti meno e hanno orari ristretti. Quindi, diversamente dal territorio nazionale, a Brescia c’è un’ulteriore contrazione relativamente al vaccino antinfluenzale che l’anno scorso ha raggiunto circa il 50% della popolazione. Teniamo presente che un buon tasso di copertura è intorno al 75%, mentre quelli ottimali si attestano al 95%. Immagino che anche quest’anno la copertura vaccinale (in merito ndr) sarà molto scarsa. Inoltre c’è da considerare che tutti gli anni i virus presenti nelle epidemie influenzali si modificano, rischiamo quindi di perdere un po’ di memoria immunologica data dal fatto che i vaccini coprono più categorie di virus: meno si vaccina e più memoria perdiamo in relazione alle infezioni. Quindi i rischi sono elevati.

Qual è nel merito il comportamento dei genitori nei confronti dei bambini?
Credo che i genitori debbano rivolgersi al proprio pediatra di fiducia richiedendo fortemente le coperture vaccinali suggerite dalle norme nazionali ed internazionali. I bambini che hanno una serie di patologie, citate fra l’altro nel documento nazionale sulle vaccinazioni, dovrebbero assolutamente essere vaccinati. Invito fortemente la popolazione a rivolgersi direttamente agli operatori sanitari per avere informazioni corrette rispetto al vaccino. C’è infatti un calo di copertura rispetto alle vaccinazioni antinfluenzali come per quelle cosiddette suggerite, una volta obbligatorie.

Per sgombrare il campo dagli equivoci: quali sono le vaccinazioni obbligatorie e quelle consigliate?
Sono tante… I pediatri danno correttamente informazioni in merito nei primi tre anni di vita del bambino. Si può consultare il calendario facilmente recuperabile sugli organi del Ministero della salute e dell'Istituto superiore di sanità. Un calendario ai quali i genitori dovrebbero attenersi.Le vaccinazioni che una volta erano obbligatorie, oggi sono consigliate. Credo che il buon senso debba far sì che si ritorni a una responsabilità individuale che vada ad accettare come obbligatorio quello che oggi viene, per vari motivi, semplicemente suggerito.
R. GUATTA CALDINI 27 ott 2015 00:00