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di REDAZIONE 05 mar 2019 16:16

Accoglienza e dignità della persona

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"Consapevoli che ciò richiederà il reperimento delle risorse economiche necessarie, gli Enti partecipanti al Tavolo Asilo del FTS collaboreranno con qualsiasi iniziativa si volesse mettere in atto per avviare un’azione di sensibilizzazione civica finalizzata anche alla costituzione di un fondo solidale in grado di garantire la continuità di un’accoglienza che rispetti la dignità di ogni persona"

Il Tavolo Asilo del Forum Provinciale del Terzo Settore si è riunito per la consueta riunione mensile per affrontare le problematiche inerenti la situazione creatasi a seguito del decreto legge 4 ottobre 2018 n.113, poi convertito nella legge 1° dicembre 2018 n. 132 e del successivo DM 20 novembre 2018, con il quale è stato approvato il nuovo schema di capitolato di gare di appalto per “la fornitura di beni e servizi per la gestione e il funzionamento dei centri di prima accoglienza per richiedenti protezione internazionale”.

"Innanzitutto - si legge nella nota -- vogliamo ancora una volta esprimere rammarico per le insinuazioni con le quali, in modo sistematico e strumentale, si accusano indiscriminatamente i gestori dell’accoglienza di avere accumulato risorse con i capitolati dei bandi precedenti. La Prefettura è in possesso di tutta la rendicontazione annuale di ciascun ente gestore, per cui sarebbe in grado di dire chiaramente chi ci ha guadagnato, trascurando magari servizi previsti dai contratti e chi, invece, ha utilizzato tutte le risorse per offrire al meglio servizi finalizzati all’integrazione e all’accompagnamento verso l’autonomia delle persone accolte. Questo per evitare generalizzazioni inopportune ed offensive per chi ha operato sempre correttamente rispettando le convenzioni sottoscritte.  Piuttosto, ci si chiede quali siano i motivi del ritardo, ormai di molti mesi, nel pagamento del dovuto agli enti gestori da parte della Prefettura".

Quattordici enti gestori, aderenti al Tavolo Asilo, hanno sottoscritto il 23 febbraio scorso un documento condiviso, denominato “Patto etico”, che esprime un sentire comune rispetto alle nuove norme ed al nuovo capitolato che riduce drasticamente i servizi per i migranti ospitati, quali l’insegnamento della lingua italiana, la formazione, l’inclusione sociale nelle comunità locali, la tutela legale e sanitaria, i tirocini lavorativi.. comportando una drastica diminuzione degli standard di personale e quindi della qualità e quantità delle attuali prestazioni. La riduzione del 30-40% del costo medio per ogni immigrato accolto, come anticipato dal comunicato prefettizio del 26 febbraio scorso, ridurrà i servizi di accoglienza al semplice vitto ed alloggio e poco più, ben al di sotto degli standard minimi previsti dalle normative europee. Tale riduzione renderà di fatto insostenibile la prosecuzione dell’attività di accoglienza così come le nostre realtà l’hanno concepita e praticata, perché l’unica in grado di garantire integrazione positiva e sicurezza. Alcuni degli Enti gestori dei CAS bresciani hanno anche condiviso e trasmesso, il 7 febbraio scorso, una “nota tecnica” alla Prefettura di Brescia, contenente un elenco delle criticità e dei limiti dei nuovi capitolati d’appalto predisposti dal Ministero dell’Interno che, a quanto traspare dal comunicato della Prefettura, saranno criticità e limiti che conterranno anche i bandi preannunciati per la provincia di Brescia.

Se queste rimarranno le condizioni, gli Enti del Tavolo Asilo valuteranno l’opportunità di ad attivare le vie legali, al fine di conseguire la modifica delle condizioni contenute nel bando di gara d’appalto, per consentire standard accettabili di gestione dell’accoglienza, sia sotto il profilo etico che economico. Nel caso contrario, ogni singolo ente, dopo un confronto ed una valutazione all’interno del Tavolo ed anche con altre realtà parimenti interessate, decideranno in piena autonomia circa la partecipazione o meno al nuovo bando, ma sempre nell’ottica di non abbandonare a loro stesse le persone e le famiglie oggi in accoglienza, garantendo loro una adeguata continuità di accompagnamento finalizzato all’acquisizione di un sufficiente livello di integrazione e di autonomia, e di mantenere gli attuali standard qualitativi e quantitativi dei servizi, coerenti con l’eticità del loro operare.

"Consapevoli che ciò richiederà il reperimento delle risorse economiche necessarie, gli Enti partecipanti al Tavolo Asilo del FTS collaboreranno con qualsiasi iniziativa si volesse mettere in atto per avviare un’azione di sensibilizzazione civica finalizzata anche alla costituzione di un fondo solidale in grado di garantire la continuità di un’accoglienza che rispetti la dignità di ogni persona".

REDAZIONE 05 mar 2019 16:16