lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di UMBERTO ZILIANI 12 apr 13:37

Saleri, la fantasia al potere

Ascolta

Il talento bresciano Mauro Saleri, paragonato da Maifredi a Michel Platini, si racconta

Quando si parla di calcio dilettanti e di calciatori che avrebbero potuto diventare ma non hanno raggiunto il successo professionistico, non si può non citare Mauro Saleri. Mauro, classe 1958, è stato un ottimo giocatore dilettante, tanto che Gigi Maifredi, che lo aveva allenato all’Omas Pontevico e a Leno, in un’intervista lo paragonò a Michel Platini. Mauro è cresciuto all’oratorio di San Zeno, poi ha giocato nella Viando Plodari Voluntas, nell’Ospitaletto, nel Pontevico, nel Leno, nel Darfo e nel Vigolzone; segnò una doppietta nello spareggio di Soncino che permise al Darfo il salto nell’interregionale. Tutti i suoi compagni hanno un buon ricordo di lui: “Valeva la A”; “era raro vedere un giocatore della sua classe davanti al gruppo negli allenamenti”. Un giorno Domenico Casati, che allenava il Napoli con Ottavio Bianchi, lo chiama per un amichevole a Darzo (Tn), dove i campani sono in ritiro, e lo fa giocare con il Napoli B. Napoli A contro Napoli B. E lui non sfigura, anzi, qualcuno si chiede cosa faccia nei dilettanti uno con quelle doti.

Saleri, da giocatore del Darfo, segna due gol nell’ultima giornata a Soncino e con quella vittoria il Darfo si guadagna il passaggio di categoria ovvero l’Interregionale: che ricordi ha di quel giorno?

Fu un giorno bellissimo per me e per i tifosi. Per festeggiare, la settimana dopo, andammo con tutta la squadra, compreso magazzinieri, massaggiatori e dirigenti, all’Eremo di Bienno a piedi. Una cassetta che gira in Valle lo testimonia.

Si racconta su di lei quell’aneddoto della Ferrari: il presidente Polloni (patron del Leno in prima categoria negli anni Ottanta) la vuole a tutti i costi, lei gli chiede scherzando come ingaggio la Ferrari. Il giorno dopo si trova un signore sotto casa, mandato dal Presidente, che la accompagna in concessionaria…

Ride! (n.d.a) È una vecchia storia ma è vera. Lo avevo fatto come battuta ma il Presidente, che ricordo con affetto, mi prese sul serio. Preferii però lo stipendio alla macchina.

Qualcuno sostiene che lei guadagnasse di più tra i dilettanti ed è per questo che non ha fatto il salto nei professionisti…

Sinceramente non guadagnavo male per essere un dilettante. Mi voleva l’Orceana di Maifredi in Serie C e al tempo la “legge 91” dava la possibilità ai dilettanti di passare in una squadra professionistica senza dover pagare la squadra proprietaria del cartellino. Non me la sentii, il Leno mi aveva pagato parecchi soldi, avrei fatto un torto al Presidente.

Lei è stato anche allenatore nel Lumezzane…

Allenavo i ragazzini del Lumezzane, una cosa che adoravo.

Saleri lei ora non allena e non ha un lavoro… Se potesse riavvolgere il filo della sua vita da dove ricomincerebbe?

A livello calcistico lo riavvolgerei fino Leno, poi accetterei il trasferimento all’Orceana allenata da Maifredi. Sicuramente lo avrei seguito a Bologna e infine alla Juventus. La vita mi sarebbe andata meglio.

Facciamo la formazione dei più bravi con cui ha giocato?

Caprioli, Gervasi, Cassago, S. Bonetta, Pedersini, Inversini, P. Alberti, Salomoni, Romanini, Saleri, P. Guerra.

Il mondo del calcio non l’ha dimenticata, spesso la chiamano a giocare con le vecchie glorie del Darfo…

È vero, cercano sempre di coinvolgermi anche se fisicamente faccio fatica: ho dolori dappertutto.

E quella partita con il Napoli?

Era il Napoli di Diego, ringrazierò sempre Domenico Casati, per l’opportunità.

Saleri, non le ho chiesto come sta…

Non sto bene: mi manca il lavoro, mi manca il campo… forse se non avessi ceduto a certe cose, ora avrei ancora tutto.

UMBERTO ZILIANI 12 apr 13:37