Al Luzzago la persona è al centro
“Piccoli passi possibili”, diceva Chiara Corbella. La pedagogia ha persino un termine specifico: “zona di crescita prossimale”. Il fatto è che per imparare, nella vita, bisogna che qualcuno ti proponga un gradino alla tua altezza. I nostri alunni sono stanchi di sentirsi dire “io alla tua età...”, che si trattasse di smontare un “cinquantino” o di saltare i famosi fossi (ovviamente “per lungo”).
Se è vero che le sfide del digitale hanno ridotto le occasioni per sviluppare quelle famose competenze personali, è altrettanto vero che non si può dare la colpa ai ragazzi, per essere ragazzi. È altrettanto miope metterli a confronto con la nostra giovinezza, con le aspettative che un mondo molto diverso da questo aveva su di noi. Ma come trovare un gradino alla loro altezza? Tirarli fuori dalla celebre “comfort zone” è facile, la difficoltà sta nell’abitare la relazione con loro in questo processo. Il 2025 ha visto l’approvazione di una nuova legge, la n. 22, che introduce la sperimentazione per la valorizzazione e lo sviluppo delle competenze socio-emotive nella scuola.
Sono soprattutto competenze personali come l’autonomia, la responsabilità, la capacità di persistere, di aspettare il frutto del proprio lavoro. Papa Leone, nella sua Magnifica Humanitas, chiede una riflessione sull’AI, perché questa rischia di rubare ai ragazzi il significato dell’attesa, non per costringerli a rallentare, ma perché possano strutturare la loro curiosità.
Da diversi anni il nostro liceo, proprio per la sua impostazione francescana e per la scelta di mettere al centro la persona, è impegnato nel percorrere insieme ai ragazzi quei “piccoli passi possibili”, ma letteralmente: da molti anni proponiamo ai ragazzi di fare il cammino di Santiago (circa 150 km a piedi). In fondo fare fatica insieme è la sintesi dell’educazione, e arrivare insieme a destinazione è lo scopo della scuola.
Quando abbiamo riconosciuto nella legge 22 del 2025 l’opportunità di sviluppare queste competenze, il Liceo Luzzago è stato ammesso alla sperimentazione nazionale finalizzata proprio allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici.
Ultimamente abbiamo iniziato a portare i ragazzi dei primi due anni del liceo Scientifico Quadriennale a fare trekking e trascorrere una notte in rifugio. Tre docenti appassionati di montagna hanno preparato un trekking insieme ai ragazzi per imparare ad ascoltare, a osservare, a comprendere la montagna. Questo implica fatica e qualche privazione: i rifugi sono molto differenti dagli alberghi a cui sono abituati. Ma la conquista di un panorama è anche la conquista di una consapevolezza: che possono contare sulle loro gambe, sulle loro forze, e su adulti che li accompagnano a percorrere quei piccoli passi possibili per diventare grandi.