lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di ANNA TOMASONI 28 mag 12:41

Attivi anche nell'emergenza

Ascolta

Una ricerca dei Csv lombardi: metà delle organizzazioni di volontariato ha continuato a operare anche nelle settimane più dure del contagio da coronavirus

Nelle scorse settimane i Csv lombardi, in collaborazione con la rete nazionale Csvnet, hanno avviato una ricerca per comprendere ciò che è accaduto in questi mesi alle organizzazioni e agli enti di terzo settore, e per comprendere quali idee iniziano a circolare per immaginare una possibile ripartenza. A tutte le associazioni è stata inviata la proposta di partecipare ad un questionario dedicato a “Le organizzazioni di terzo settore, gli Ets e l’emergenza coronavirus”.

Mappatura. Dalla mappatura è emerso che la metà delle organizzazioni è rimasta attiva. Al questionario hanno risposto 1.062 enti, il 92% dei quali di tipo associativo: in massima parte si tratta infatti di organizzazioni di volontariato (55%), seguite da una importante componente di associazioni di promozione sociale (27%) e, in percentuali minori, altri tipi di associazioni, cooperative, enti filantropici, imprese sociali, società di muto soccorso, reti associative, enti religiosi, ecc. La metà delle realtà censite ha dichiarato di avere svolto attività anche durante i mesi più difficili dell’emergenza, offrendo in prevalenza servizi di consegna di beni di prima necessità come cibo e farmaci, compagnia e vicinanza telefonica e telematica, educazione a distanza, ma anche raccolte fondi, trasporto sociale e volontariato sanitario.

Destinatari. I destinatari principali delle azioni messe in atto dalle realtà del terzo settore coincidono con le fasce più a rischio della popolazione rispetto alla minaccia del Covid-19: anziani in primis, seguiti da cittadini in quarantena, e poi persone con disabilità e minori. Possiamo parlare di azioni sia straordinarie che ordinarie, dato che il 45% dei soggetti rimasti attivi in Lombardia dichiara di aver svolto sia attività tipiche e tradizionali, sia nuovi tipi di attività. Il 48% delle organizzazioni ha dovuto fermare completamente le proprie attività, il 23% le ha dimezzate, il 22% le ha parzialmente ridotte e solo il 7% le ha mantenute come prima dell’emergenza. Là dove organizzazioni ed enti del terzo settore si sono fermati, hanno messo uno stop ad attività di tipo formativo, culturale e ricreativo. Nell’ambito degli enti di terzo settore, in particolare, si è registrato un vero e proprio tracollo di tanti servizi culturali ed educativi.

Tratto. Uno dei tratti più salienti di questa nuova stagione del volontariato è sicuramente la collaborazione stretta con i Comuni, elemento previsto anche dalle ordinanze emesse per far fronte all’emergenza. I nuovi volontari coinvolti in questi mesi, in sostituzione di quelli ordinari bloccati in casa, sono una percentuale altissima, pari all’87%. Un dato che restituisce anche la dimensione della forte mobilitazione della cittadinanza. Un bacino che sarà prezioso coinvolgere già nel futuro più prossimo. Per approfondimenti www.csvlombardia.it

ANNA TOMASONI 28 mag 12:41