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di REDAZIONE 22 gen 2026 12:08

Avis accende idee, sport e imprese

Il 17 gennaio la sede di Avis Provinciale di Brescia si è trasformata in un vero laboratorio di futuro grazie all’hackathon organizzato insieme all’Università Cattolica: una giornata intensa di confronto che ha riunito una sessantina di persone tra dipendenti, volontari avisini, rappresentanti del mondo dello sport, delle aziende bresciane e cittadini che, in momenti diversi della loro vita, hanno incrociato il cammino di Avis. A spiccare la presenza anche di Confcooperative, attraverso Valentina Ramaschiello, responsabile della progettazione istituzionale.

Non una semplice riunione, ma un’esperienza partecipata, dinamica e creativa. L’obiettivo era chiaro e ambizioso: fare formazione interna e, allo stesso tempo, dare vita a una progettazione condivisa capace di portare ancora più lontano Avis, i suoi valori e la sua missione, rafforzandone la presenza in due mondi chiave per il futuro della donazione: lo sport e le imprese.

Lo sport è infatti il primo grande alleato della salute. E oggi ce n’è più bisogno che mai. I dati sull’incremento dell’obesità infantile a livello internazionale lanciano un segnale d’allarme che non può essere ignorato: bambini e ragazzi sempre più sedentari rischiano di crescere con problemi di salute importanti, fino a diventare adulti con patologie cardiovascolari che li renderanno non donatori, ma potenziali pazienti bisognosi di sangue. Da qui nasce l’impegno di Avis di promuovere l’attività sportiva fin dall’infanzia ed entrare sempre più in profondità nel mondo delle associazioni sportive, portando con sé un messaggio chiaro: prendersi cura del proprio corpo significa anche potersi prendere cura degli altri, donando.

Parallelamente, l’hackathon ha acceso i riflettori sulle aziende, altro snodo decisivo per costruire una cultura diffusa della solidarietà. Far conoscere Avis nel mondo produttivo significa trovare nuovi donatori, ma anche creare ambienti di lavoro più attenti al benessere delle persone, dove chiedere il giorno di permesso per donare sangue non sia un problema, ma un gesto riconosciuto e valorizzato. In più, per le imprese chiamate a redigere il Report ESG “Bilancio di Sostenibilità”, collaborare con Avis o stipulare una convenzione può rappresentare un valore concreto, contribuendo a migliorare il punteggio nella sezione “S”, dedicata al welfare dei dipendenti e all’impatto sociale dell’azienda.

Al termine della mattinata di lavori, ben sei sono stati i progetti proposti, tre legati al mondo dello sport, e tre legati a quello delle aziende, ma, in base a una votazione interna, sarà approfondita la fattibilità  di uno per ambito. A questo scopo è già fissata una prossima riunione, tra un paio di settimane, di un gruppo ristretto di volontari chiamati ad affinare le idee avanzate. Coordinati sempre dagli esperti dell’Università Cattolica, dovranno redigere il progetto, definendo i dettagli delle varie fasi, le risorse necessarie, gli indicatori di controlli e gli obiettivi da raggiungere. Il tutto sarà poi sottoposto all’attenzione della prossima assemblea di Avis Provinciale.

A raccontare il senso profondo dell’hackathon è il presidente Francesco Piovani: "Ci siamo seduti a un tavolo consapevoli di fare formazione, ma anche di elaborare una progettualità alla quale tutti portano il loro contributo, condivisa e creata dal basso, destinata a fare la differenza nel nostro futuro e in quello dei bresciani. Nessun limite di età o di ruolo. Diffondere Avis nel mondo dello sport e in quello delle aziende era uno dei pilastri del programma con il quale sono stato eletto e io ci credo molto".

L’hackathon del 17 gennaio non è stato solo un evento, ma l’inizio di un percorso: un’alleanza di competenze, energie e visioni per costruire una Brescia più sana, più consapevole e più solidale.

REDAZIONE 22 gen 2026 12:08