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Brescia
di LUCA SCARPAT 10 giu 2026 13:40

Breeze, la freschezza del gin analcolico


“Breeze”, un gin analcolico nato da un progetto didattico interno all’Accademia SantaGiulia: il prodotto ha vinto un contest organizzato in collaborazione con il marchio artigianale "Piero Dry Gin". L’iniziativa ha coinvolto gli studenti della Scuola di Grafica in un percorso completo, simulando una vera esperienza aziendale: dall’ideazione dell’identità visiva e la selezione delle botaniche, fino al design del prodotto. Questo progetto rappresenta un eccellente esempio di sinergia tra formazione e impresa; la didattica compie così un passo in avanti, traducendo l'impegno di allievi e docenti in un risultato concreto e competitivo. Durante l’incontro è stato svelato il prototipo della bevanda e ne è stato illustrato l’intero iter creativo e produttivo: la bottiglia curata dai ragazzi è ora pronta per la produzione effettiva, che partirà con un lotto minimo di 1.000 unità destinate alla vendita.

Allievi, docenti e l’imprenditore Gianpiero Giuliano hanno presentato il frutto di questo sforzo formativo, dichiarandosi pienamente soddisfatti della collaborazione. Sara Zugni, Vicedirettore dell’Accademia con delega alla didattica, ha manifestato il suo entusiasmo per la riuscita dell’iniziativa sottolineando che l’obiettivo dell’istituto è offrire un insegnamento incisivo, pratico e profondamente connesso al mondo del lavoro; inoltre, ha ricordato che i lavori selezionati sono stati condivisi sui social network, permettendo ai ragazzi di confrontarsi con il giudizio di un pubblico reale.

Gianpiero Giuliano, CEO di Liquid Mine Srl, ha ripercorso le tappe del suo marchio fondato nel 2016 e ha spiegato come “Piero dry gin” è concepito non solo come bevanda, ma come strumento per incontrare e coinvolgere le persone. L’imprenditore ha poi elogiato il contest, lodando gli studenti per aver ideato proposte strutturate e per aver dimostrato un’elevata competenza in ogni fase del lavoro.

Francesca Rosina, docente di Graphic Design, ha aggiunto ulteriori dettagli: “Si è trattato di un percorso durato 18 mesi e inserito nel secondo anno di studi; su 60 idee presentate – ha affermato la professoressa Rosina – ne sono state selezionate cinque per la fase conclusiva”. La docente ha evidenziato che il lavoro è andato ben oltre il packaging o l’etichetta, comprendendo anche lo studio del naming, la strategia di comunicazione e la valutazione della reale fattibilità commerciale del prodotto.

Nella realizzazione dei loro elaborati, i finalisti hanno infuso le proprie origini territoriali: Silvia ha omaggiato la Valle Sabbia, Yave la Guinea, Catherine la Sierra Leone, Daniel il mare di Taranto e Rabab i colori, i sapori e le tradizioni del Marocco. A chiusura della presentazione Rabab Ramli, studentessa del terzo anno e creatrice del progetto vincitore “Breeze”, ha spiegato di essersi ispirata alla storia di Rabat, la capitale marocchina. L’etichetta del suo distillato analcolico riproduce la facciata del castello della Kasba degli Oudaia, arricchita da tradizionali motivi a mosaico; il nome stesso vuole essere un omaggio alla freschezza e alla vitalità dell’Oceano Atlantico. Per la ricetta, infine, la studentessa ha scelto ingredienti fortemente legati alla sua cultura: menta nana, arancia amara, pepe lungo e zenzero.


LUCA SCARPAT 10 giu 2026 13:40