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Brescia
02 feb 2026 14:47

Carcere: esclusa la commissione comunale

La Commissione Servizi alla persona di Brescia non è stata autorizzata all’ingresso in carcere: "Un fatto grave per la trasparenza e i diritti nei luoghi di detenzione e la collaborazione con il territorio"

Ogni anno la Commissione Servizi alla persona del Comune di Brescia, tiene una seduta in carcere, come prassi a Canton Mombello, per l'esposizione della relazione della Garante dei Detenuti alla presenza del Sindaco e Presidente del Consiglio comunale in carica, ma soprattutto per manifestare vicinanza alla popolazione detenuta in condizioni di sovraffollamento disumano, "più volte segnalato dal Partito Democratico". 

Oggi la seduta della Commissione Servizi alla persona avrebbe dovuto tenersi al Nerio Fischione ma, invece, non ha ricevuto l’autorizzazione ad accedere all’istituto penitenziario cittadino, nonostante la richiesta formale e la finalità istituzionali dell’iniziativa.

"Si tratta di un episodio preoccupante e inaccettabile, che segue - scrivono il senatore Alfredo Bazoli e i membri del Partito Democratico della Commissione (Beatrice Nardo, Roberto Omodei, Daniela Del Ciello, Pietro Ghetti e Laura Giuffredi) - un precedente simile recentemente riportato dalla stampa per altri enti locali: lo scorso gennaio il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) ha negato in modo analogo l’accesso al Consiglio comunale di Modena nella Casa Circondariale di Sant’Anna, annullando all’ultimo momento un’iniziativa pubblica già autorizzata dalla direzione dell’Istituto e motivata dalla volontà di ascoltare la relazione annuale della Garante dei detenuti.

La analoga decisione assunta anche verso la Commissione del Comune di Brescia, impedisce a una rappresentanza democratica eletta, peraltro rappresentativa di entrambi gli schieramenti, di svolgere un mandato fondamentale: ascoltare istanze e bisogni dei reclusi, analizzare criticità evidenziate dalla Garante nel luogo in cui si verificano, elaborare di conseguenza e proporre soluzioni condivise a beneficio della città e della comunità penitenziaria.

L’ingresso di Commissioni consiliari e dei Servizi Sociali nelle strutture detentive non è un atto di spettacolo, ma un esercizio di trasparenza istituzionale e di responsabilità civica. Il carcere non è un corpo estraneo alla città, ma una sua parte integrante: renderlo permeabile all’ingresso delle istituzioni democratiche non è una concessione, bensì un atto di responsabilità pubblica, che promuove il rispetto dei diritti umani e favorisce il dialogo tra istituzioni, operatori penitenziari, persone detenute e società civile.

Questo rifiuto suscita forti dubbi sulla volontà di garantire la trasparenza, il coinvolgimento delle istituzioni locali e la piena attuazione del normale controllo democratico sulle strutture detentive, in particolare alla luce delle criticità più volte segnalate riguardo a sovraffollamento, carenze di organico, difficoltà nei percorsi trattamentali e condizioni strutturali interne alle carceri, a fronte anche di un picco di suicidi del 2025 sia fra detenuti che fra le guardie carcerarie.

L'amministrazione comunale di Brescia e le associazioni di volontari sono impegnate da tempo per sostenere percorsi di reinserimento e socializzazione della popolazione carceraria.

Al contrario, un episodio come quello odierno dimostra come l'Amministrazione Penitenziaria, e più in generale il Governo, evidenziano una visione meramente punitiva e non riabilitativa della pena, che non solo colpisce i detenuti ma, escludendo la popolazione penitenziaria dalla appartenenza alla comunità locale, mina il reinserimento e innalza la probabilità di recidiva e in realtà mina l'assetto sociale e la sicurezza pubblica".

Il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo dem in Commissione Giustizia, presenterà con urgenza un’interrogazione perlamentare per ottenere chiarimenti dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e dal Ministro Nordio sulle motivazioni che hanno portato al diniego dell’autorizzazione all'ingresso della Commissione Servizi alla persona, grave e ottusa iniziativa che inibilsce l’esercizio di diritti fondamentali. "Continuerà l’impegno e il presidio ad ogni livello del Partito Democratico per una giustizia trasparente, un controllo democratico effettivo e il rispetto dei diritti di tutte le persone detenute".

02 feb 2026 14:47