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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 19 giu 10:01

Con Summerlife l’estate dei bimbi

Dall’oratorio di Ghedi a quello di Mompiano, con don Alberto Boscaglia e don Marco Cavazzoni per una stagione in sicurezza

“Noi non possiamo tirarci indietro, perché i nostri ragazzi hanno bisogno del nostro aiuto. Immaginare che questa estate non si faccia nulla per loro per me è semplicemente inconcepibile”. È con queste parole che il vescovo Tremolada, presentando Summerlife, l’estate oratoriana, aveva sollecitato le parrocchie a farsi vicine ai più giovani. Lunedì scorso, superata l’impasse normativa che ha tenuto con il fiato sospeso in molti, hanno finalmente preso il via le attività. Fra chi ha risposto immediatamente all’appello del vescovo Pierantonio, in una delle cittadine più numerose e attive, c’è don Alberto Boscaglia, curato dell’oratorio San Giovani Bosco di Ghedi. Qui hanno iniziato a raccogliere le iscrizioni a gennaio. “Già prima del lockdown, era circa febbraio – sottolinea don Alberto – duecento famiglie ci avevano fatto pervenire la loro adesione. Appena si è potuto, con tutte le precauzioni del caso, abbiamo cominciato”. Anche i grandi spazi a disposizione hanno avuto il loro peso. “Sarebbe stato un peccato – continua – considerata la dimensione della struttura non andare incontro ai bisogni della comunità”. La riapertura è stata a 360° con l’attivazione del centro estivo e dei gruppi di catechismo. Senza dimenticare gli incontri riservati agli adolescenti. Il tutto, ovviamente, avviene rigorosamente all’aperto. Il distanziamento sociale è favorito dalla mappatura realizzata attraverso 760 pallini a due metri l’uno dall’altro disegnati sulla pavimentazione. Stessa cosa dicasi per la segnaletica sulle panchine. In caso di attività motorie è una fune numerata ad assicurare le distanze. Come per tutti i centri estivi, aperti dalle 8 alle 17, anche a Ghedi è stato attivato il triage sui 7 diversi punti di accesso dell’oratorio nei quali sono posizionati altrettanti ragazzi muniti di termoscanner. “Mettiamo in pratica – precisa don Alberto – tutta la procedura necessaria come da regolamento”. E così i 196 utenti, fra bimbi e adolescenti, divisi in 18 gruppi, hanno potuto varcare in sicurezza la soglia dell’oratorio. Tutti bardati di mascherina. A loro sono stati affiancati 35 animatori. A ogni fascia d’età è riservato un programma predefinito nell’arco della giornata. C’è chi utilizza il campo da calcio a 11. Altri usufruiscono del cortile o si ritrovano al parco giochi. Non manca il tempo dedicato alla realizzazione dei compiti. “È un tetris. Nessun gruppo – assicura don Alberto – si ritrova nel medesimo spazio allo stesso momento”. Dopo mesi di isolamento era inevitabile che la gioia di ritrovarsi permeasse l’animo dei ragazzi. Nonostante questo si sono dimostrati attenti a tutte le regole che gli sono state date. In caso di infrazione gli animatori, armati di fischietto, con tanto di un cartellino giallo e uno azzurro, sono chiamati a riportare all’ordine i bambini. “In queste ore – racconta don Alberto – nessuno dei nostri arbitri è stato costretto a intervenire. Si stanno divertendo tutti in sicurezza. È veramente una bella situazione. Paradossalmente, al di là del calo delle iscrizioni, quello di quest’anno è stato un avvio più facile rispetto a quanto avvenuto le scorse stagioni”. È presto per ipotizzare come sarà la Summerlife, ma don Alberto è ottimista: “Accantonati i social, che pure sono stati utilissimi, adesso c’è una gran voglia di incontrarsi. Aprire l’oratorio e dare questa possibilità ai ragazzi sono sicuro che ci riserverà delle belle sorprese”.

Mompiano. Dello stesso avviso è don Marco Cavazzoni, chiamato a guidare le attività di Mompiano. Anche qui, dietro le mascherine si celano decine di sorrisi. In totale sono 85 gli iscritti e 60 animatori. “Nei bambini − ha sottolineato don Marco − è stato possibile notare la grande gioia di potersi ritrovare, vivendo insieme momenti di serenità dopo un periodo tanto difficile. Adesso è il tempo delle relazioni”. Proprio per questo don Marco ha voluto riallacciare il filo che si era interrotto con l’inizio dell’emergenza sanitaria. “Ci ha spinto la voglia di continuare − sono ancora le sue parole − quanto intrapreso nei mesi scorsi con bambini e adolescenti. Ovviamente è un’esperienza arricchita da una carità in più. C’era infatti la necessità di andare incontro alle famiglie per tornare a un regime di normalità considerata la voglia di socializzare. Pensiamo al cammino di formazione che passa dalle relazioni vere. Ben al di là della didattica online. Torniamo sul cammino di catechesi”. Lo sfondo ispiratore delle attività messe in campo a Mompiano è la vita di Gesù a Nazareth, quando ha cominciato a crescere accompagnato dai genitori. Il sottotitolo che affianca la proposta è la citazione del Salmo 1, “Darà frutto al suo tempo”: “Con questo tema − chiosa don Marco − vogliamo sottolineare come anche in questo tempo difficile sia possibile vivere con fecondità, spinti da un desiderio di ‘risorgere’”.

ROMANO GUATTA CALDINI 19 giu 10:01