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Brescia
di LUCA SCARPAT 20 feb 2026 15:59

Cosa vuol dire fare impresa?

 “Cosa vuol dire davvero fare impresa: idee, scelte e responsabilità”. Roberto Saccone, ingegnere e imprenditore bresciano, alla guida di Olimpia Splendid S.p.A., nonché Presidente della Camera di Commercio di Brescia dal novembre 2024, ha raccontato la propria carriera, gli ideali e i successi a 300 studenti dell’ITS Academy Machina Lonati, riuniti nell’Aula Magna di via Tommaseo. Andrea Cittadini, giornalista e docente dello stesso Istituto, ha stimolato l’ospite con domande mirate, mettendo in luce i passaggi più significativi di un percorso professionale brillante, sia a livello aziendale che istituzionale. Introdotto da Giovanni Lodrini, amministratore delegato del Gruppo Foppa, l’incontro è servito anche a ribadire ai giovani quanto ogni esperienza lavorativa debba fondarsi sulla volontà di formarsi con costanza e dedizione quotidiana. Lodrini ha infatti ricordato l'importanza di cercare gratificazioni attraverso un impegno tenace, andando ben oltre il semplice ruolo o la posizione occupata.

“Provengo da una famiglia che faceva impresa – ha sottolineato Saccone – e già da giovanissimo trascorrevo i mesi estivi nell’azienda paterna. Questo mi ha permesso di osservare il “fare” quotidiano, apprezzando e assimilando fin da subito quello spirito”. Sebbene il padre avesse poi ceduto l’attività per dedicarsi a un diverso settore commerciale, quell’esperienza segnò profondamente il giovane Roberto. Terminati gli studi al Liceo Scientifico, scelse infatti di laurearsi in ingegneria meccanica per assecondare la sua mai sopita vocazione: veder nascere e svilupparsi i prodotti in ogni loro fase, dallo studio tecnico e di marketing, fino alla progettazione e alla realizzazione finale. “Quindi non è diventato subito imprenditore?”, ha incalzato Cittadini. “Il desiderio costante di fondare una mia azienda – ha proseguito l’attuale Presidente della Camera di Commercio – emerse prepotentemente durante i miei primi anni di lavoro, fondamentali per la mia formazione”. In quel primo periodo lavorativo Saccone si era specializzato nella consulenza aziendale, un ruolo che gli consentiva di esplorare e apprezzare realtà lavorative differenti. Tuttavia, questa posizione non gli permetteva di seguire lo sviluppo dei progetti fino in fondo: gli mancava quel controllo “sul campo” e quel coinvolgimento diretto nella creazione fisica degli oggetti che aveva sempre desiderato.

 Il percorso professionale di Saccone prosegue nella prima metà degli anni Ottanta con esperienze rilevanti nella realizzazione di piccoli elettrodomestici (come gli asciugacapelli): diventato amministratore delegato di una realtà che aveva creduto in lui, Saccone assume via via un ruolo imprenditoriale diretto, acquisendo quote azionarie sempre più rilevanti nell’azienda che era stato chiamato a guidare. Andra Cittadini dalla sua ha ricordato come quello dei piccoli elettrodomestici fosse un settore complesso, segnato già allora dalla crescente penetrazione asiatica con articoli a prezzi molto competitivi. “Non eravamo ancora di fronte all'odierno fenomeno cinese, caratterizzato da volumi enormi e costi bassissimi – ha precisato l’ingegnere – ma compresi subito che le nostre aziende non potevano concorrere direttamente con quei nuovi articoli, di discreta fattura ma offerti a cifre per noi irraggiungibili”. Saccone ha poi condiviso con l’attenta platea dei giovani studenti alcuni aneddoti curiosi che lo portarono a ridefinire i propri obiettivi aziendali, dimostrando come un vero imprenditore debba essere sempre guidato dalla volontà di innovare, migliorarsi e cercare nuovi mercati o sbocchi commerciali.

 “In quel periodo storico i condizionatori d’aria stavano smettendo di essere considerati oggetti di lusso destinati a pochi”, ha raccontato Saccone, aggiungendo che un'intuizione chiave arrivò scoprendo che in Giappone stavano lanciando auto utilitarie con l’aria condizionata di serie. Alla constatazione di Cittadini sulla precoce concorrenza asiatica, l’imprenditore ha spiegato la sua strategia: “Consapevole che l'industria europea non poteva competere sui costi e sull'efficienza di scala pura, capii che dovevamo puntare su un tratto distintivo forte”. La chiave di volta fu investire sul design, sulla cura dei dettagli e sulla piacevolezza estetica, applicandoli a un dispositivo portatile. Questa scelta permise a Olimpia Splendid di affermarsi: pur con volumi inferiori rispetto ai colossi asiatici, l'azienda si impose grazie alla bontà del prodotto e a una comunicazione efficace, capace di valorizzare qualità generali e peculiarità assenti nel resto dell'offerta.

Negli anni successivi a queste prime intuizioni, Olimpia Splendid è cresciuta fino a diventare una realtà performante e di successo. Oggi Roberto Saccone presiede un gruppo di oltre 180 dipendenti, che prevede di raggiungere un fatturato di cento milioni di euro nel 2025. Alla guida operativa vi sono ormai a tempo pieno i suoi due figli, di cui uno ricopre il ruolo di amministratore delegato e l'altro è responsabile della Ricerca e Sviluppo. “Questa continua ricerca di nuove soluzioni e innovazioni – ha concluso Saccone – ci ha consentito di formare un gruppo direttivo giovane ed energico. L’inserimento dei miei figli in azienda, inoltre, mi ha garantito il tempo e lo spazio necessari per dedicarmi alla presidenza della Camera di Commercio di Brescia”.

LUCA SCARPAT 20 feb 2026 15:59