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Brescia
17 ott 2026 11:39

Cure oncologiche: il Centro Berlucchi si rinnova

Il progetto porta in Poliambulanza due nuovi acceleratori lineari, la radioterapia adattiva online con CBCT e spazi rinnovati per la radiochirurgia Gamma Knife

La cura del cancro richiede competenze diverse e decisioni coordinate. In Fondazione Poliambulanza il Centro di Radioterapia e Radiochirurgia “Guido Berlucchi” opera all’interno di un percorso oncologico multidisciplinare, in dialogo con gli specialisti che si occupano della diagnosi e delle altre fasi di cura. Il rinnovamento delle tecnologie, degli spazi e dell’organizzazione rafforza questa presa in carico, mettendo al centro la persona e le sue esigenze cliniche.

Il Centro è stato inaugurato nel 2010 e ha avviato l’attività clinica nel 2011. Il progetto prese forma nel 2008 per rispondere a un bisogno del territorio e il sostegno della Fondazione Guido Berlucchi ne accompagnò la nascita e l’acquisto dei primi acceleratori lineari. Negli anni la collaborazione è proseguita con nuove dotazioni, tra cui i sistemi ottici di posizionamento introdotti nel 2022, e oggi si rinnova con il sostegno all’ammodernamento. Fino a giugno 2026 il Centro ha effettuato 11.660 cicli di radioterapia; la Gamma Knife, introdotta in Poliambulanza nel 2017, ha raggiunto 3.869 trattamenti fino a giugno 2026. Il progetto ha un valore complessivo di 10,80 milioni di euro, ed ha coinvolto apparecchiature, infrastrutture e organizzazione dell’assistenza con due nuovi acceleratori lineari, la realizzazione di un bunker e la riqualificazione degli spazi.

“Il Centro porta il nome di Guido Berlucchi e la sua storia è legata alla Fondazione che ne custodisce la memoria. Il sostegno della Fondazione ne ha accompagnato la nascita e lo sviluppo, fino al rinnovamento di oggi, con ricadute concrete per i pazienti e per il territorio. Ringrazio la Fondazione Guido Berlucchi e tutti i professionisti che, durante i lavori, hanno garantito la continuità dei trattamenti e dell’assistenza - dichiara Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza, che prosegue e conclude - Questo intervento mostra come l’innovazione tecnologica possa contribuire concretamente alla cura. Come ricorda Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas, “la tecnica non va considerata, in se stessa, come forza antagonista rispetto alla persona” anche in medicina, il progresso ha valore quando è orientato alla persona e al suo bene”.

Fondazione Poliambulanza è stata la prima struttura in Italia a mettere in funzione un acceleratore Elekta Evo Adaptive. Il rinnovamento del Centro comprende due nuovi acceleratori lineari Elekta, dotati di sistemi di guida per immagini. Uno dei due consente di effettuare, nei casi indicati, radioterapia adattiva online con CBCT (tomografia computerizzata a fascio conico): prima della seduta, le immagini permettono all’équipe di valutare l’anatomia del giorno e, quando necessario, adattare il piano di trattamento.

Le immagini tridimensionali vengono acquisite prima della seduta e permettono di osservare l’anatomia del paziente in quel momento. Il radioterapista valuta se il bersaglio o gli organi vicini presentano variazioni rispetto al piano iniziale. Quando è necessario adattarlo, il fisico medico ricalcola e verifica la distribuzione della dose per quella seduta insieme all’équipe, prima dell’erogazione. Il trattamento può così essere aggiornato in base all’anatomia del giorno e restare coerente con la prescrizione, proteggendo gli organi sani.

L’intelligenza artificiale è già implementata in alcune fasi del percorso. Supporta la definizione preliminare degli organi sulle immagini della TC di centratura e contribuisce a migliorare la qualità delle immagini CBCT, rendendole più adatte ai calcoli dosimetrici. I risultati vengono verificati dal medico e dal fisico medico, le decisioni cliniche e la validazione del piano restano affidate ai professionisti.

“L’innovazione nella lotta contro il cancro corre veloce, proprio per questo la vera sfida è fare in modo che i suoi progressi diventino opportunità concrete di cura per i pazienti. Portare a Brescia una delle prime tecnologie in Italia per la radioterapia adattiva supportata dall’intelligenza artificiale significa compiere un passo importante in questa direzione. È qui che la filantropia può fare la differenza: sostenere investimenti capaci di avvicinare le scoperte scientifiche alla pratica clinica e rendere disponibili strumenti sempre più avanzati. Questa è la visione che Guido Berlucchi ci ha lasciato e che continua a guidare le scelte della nostra Fondazione” dichiara Giambattista Bruni Conter, presidente della Fondazione Guido Berlucchi.

Il Centro prosegue inoltre nell’attività di radiochirurgia stereotassica con Gamma Knife, introdotta in Poliambulanza nel 2017 per il trattamento di specifiche lesioni intracraniche. La tecnica concentra la dose sul bersaglio senza ricorrere a un intervento chirurgico tradizionale. Il rinnovamento ha introdotto un day hospital dedicato, maggiore continuità con l’équipe e personale infermieristico di riferimento. Gli spazi e i caschi stereotassici, più leggeri e aperti anteriormente, rendono più agevole la preparazione.

Il percorso coinvolge radioterapisti oncologi, neurochirurghi, fisici medici, tecnici sanitari di radiologia medica, infermieri e case manager. Il radioterapista valuta l’indicazione e prescrive il trattamento; il fisico medico elabora e verifica il piano e cura i controlli di qualità e la radioprotezione; i tecnici seguono la simulazione, il posizionamento e l’erogazione. Nei gruppi multidisciplinari, il piano viene condiviso con gli specialisti delle altre discipline oncologiche.

“Il rinnovamento del Centro unisce nuove apparecchiature, competenze professionali e una revisione dei percorsi. La tecnologia offre possibilità in più, ma il suo valore dipende dal modo in cui viene integrata nel lavoro dell’équipe e nella presa in carico della persona” dichiara Marcellino Valerio, direttore generale di Fondazione Poliambulanza.

Il Centro ha aperto i propri spazi a cittadini, pazienti e familiari, che hanno potuto conoscere le apparecchiature e le diverse fasi del percorso di cura accompagnati dai professionisti. Hanno partecipato anche studenti del Liceo Scientifico Statale Nicolò Copernico, iscritti al percorso “Biologia con curvatura biomedica”, e del Liceo Scientifico Don Bosco di Brescia.

17 ott 2026 11:39