lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di DANIELA ZORAT 20 gen 2026 09:59

Dalla parte giusta, in farmacia

Le farmacie come luoghi di fiducia e presidio di prossimità, in cui non si fa diagnostica dei casi di violenza sulle donne, ma prevenzione. Come spazi ideali in cui poter contattare le donne che ne sono colpite. Da questa convinzione scaturisce il corso pensato per i titolari e il personale delle farmacie degli Ambiti territoriali 1, 2 e 3 promosso dalla Rete antiviolenza di cui il Comune di Brescia è ente capofila degli 86 iscritti, promosso dal Centro Butterfly cui tutti i farmacisti di città e provincia sono invitati ad iscriversi per essere in grado di “intercettare” nei loro esercizi, quelle donne che subiscono violenze (anche economiche, non solo fisiche) per dare loro le informazioni utili sulle strutture cui possono rivolgersi per ottenere aiuto. Federfarma, da ottobre entrata a far parte della Rete antiviolenza, ha aderito e sollecita i titolari delle farmacie bresciane a partecipare, così come farà Farcom con le 12 comunali. Due i moduli da 2 ore e mezza l’uno, nella sede di Federfarma in via Grandi 18: il primo il 26 gennaio alle 20 offrirà un inquadramento teorico, con approfondimento rispetto alle diverse forme di violenza che una donna può subire. Il secondo incontro è previsto il 9 febbraio, sempre alle 20, e sarà più pratico e operativo, con la presentazione di casi concreti. Il Centro Butterfly ha anche predisposto una sorta di vademecum “In pillole” in cui sono indicati alcuni comportamenti che possono far da campanelli d’allarme, le parole da usare e quelle da non usare.

“Da evitare, ad esempio - ha spiegato Moira Ottelli, presidente di Butterfly - sono alcune frasi come: perchè non se ne va? Deve denunciare subito, o pensi ai figli, anche io al suo posto farei così. Mentre sarebbero da preferire altre come: se ha bisogno qui può parlare, non è sola, posso darle un contatto utile”. Serena Schiavo ha ricordato il caso di una signora che nei mesi dell’emergenza Covid si rivolse ad una farmacista per chiedere delle speciali mascherine 1522, cosa che fece scattare immediatamente l’aiuto. “Dopo il corso di formazione ‘Dalla parte giusta. Costruire spazi che accolgono’ promosso per i commercianti da parte del Comune - ha spiegato l’assessora alle Pari opportunità, Anna Frattini - ora la Rete antiviolenza di cui siamo capofila lo promuove anche ai farmacisti, affinchè Brescia diventi una città che sa come rivolgersi alle donne e, con le farmacie, in maniera più capillare. Senza che queste si sostituiscano ai centri antiviolenza ma per dare indicazioni e informazioni utili. E’ bello che la richiesta di questo corso di formazione sia arrivata proprio dalle farmacie”. Farmacie cui le donne si rivolgono più degli uomini “e in cui al banco servono per due terzi farmaciste donne - ha dichiarato Clara Mottinelli, presidente di Federfarma - che su questi temi hannogrande sensibilità. Tanto che a livello nazionale è nata anche l’associazione ‘Farmaciste insieme’”. “La farmacia è un presidio sociale, e avere persone formate sul tema della violenza e sull’approccio da tenere, è importante” ha concluso Rocco Vergani, presidente di Farcom. I farmacisti interessati devono iscriversi entro il 22 gennaio al link https://forms.gle/GtsJwXfzqBsSbmvz5. Alle farmacie aderenti sarà poi consegnata una vetrofania che indicherà la presenza di personale formato per dare aiuto e informazioni sul tema.

DANIELA ZORAT 20 gen 2026 09:59