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Brescia
03 ago 00:00

Dopo il caso di meningite alla Gmg, l'Ats spiega come comportarsi

L'Ats di Brescia con un comunicato spiega ai pellegrini bresciani come comportarsi dopo il caso di meningite riscontrato a Vienna che è costato la vita a una pellegrina romana: "Solo nel caso in cui qualcuno dei partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù accusasse sintomi quali febbre alta, mal di testa o di gola, problemi di vista o perdita di conoscenza, deve recarsi subito in ospedale"

In relazione al caso di decesso di una ragazza romana per meningite avvenuto a Vienna nel viaggio di rientro da Cracovia, dove aveva partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù sono state ad oggi acquisite le seguenti informazioni: i membri del gruppo di cui faceva parte sono stati già sottoposti alla necessaria profilassi; la giovane è transitata per Casa Italia, quartier generale a Cracovia del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della cei; a causa delle condizioni cliniche severe è stata ricoverata a Vienna dove però è deceduta.

Solo nel caso in cui qualcuno dei partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù accusasse sintomi quali febbre alta, mal di testa o di gola, problemi di vista o perdita di conoscenza, deve recarsi subito in ospedale.

Presso l’ATS di Brescia (ex ASL) per informazioni è attivo il numero 800777346 nei giorni feriali. In merito alla malattia ed ai rischi di contagio è utile ricordare che: i meningococchi sono germi molto fragili fuori dall'organismo umano; ogni 100 meningiti da meningococco solo 3 casi sono realmente contagiosi e possono causare casi secondari.

A fini preventivi ATS Brescia attiva sempre una indagine epidemiologica volta ad identificare i contatti stretti da sottoporre a chemioprofilassi antibiotica che sarà rivolta a: conviventi; chi si è esposto a diretto contatto con le secrezioni del paziente affetto attraverso baci, condivisione dello spazzolino da denti, delle posate; chi ha mangiato o dormito frequentemente nella stessa abitazione del paziente indice (in questo gruppo sono incluse le persone che frequentano dormitori, collegi, caserme e affini).

Poiché l’incidenza dei casi secondari tra i contatti è concentrata nei primi giorni dopo l’inizio della sintomatologia del caso indice, la chemioprofilassi, nelle persone ad alto rischio, va iniziata il più presto possibile.

Il periodo di tempo entro il quale sottoporre a chemioprofilassi i contatti stretti è stabilito in 48 ore dall’ultimo contatto con il caso indice. Per i contatti stretti individuati dopo le 48 ore non si procede alla chemioprofilassi ma solamente alla sorveglianza sanitaria.
03 ago 00:00