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di MASSIMO VENTURELLI 30 gen 2018 09:11

Elezioni: tutti i bresciani in corsa

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Con il deposito delle liste dei candidati per Camera e Senato in vista delle elezioni del 4 marzo sono stati ufficializzati in nomi dei bresciani in corsa. Per esperti e osservatori è concreto il rischio, che per via del Rosatellum, la delegazione parlamentare bresciana possa essere inferiore a quella dell'ultima legislatura

Sono scadute ufficialmente alle 20 di ieri sera i termini per la presentazione delle liste dei candidati per le elezioni politiche del 4 marzo prossimo.

Anche gli elettori bresciani hanno avuto così modo di sapere da chi saranno rappresentati nel prossimo parlamento, o meglio, sanno chi sono i candidati scelti da partiti e forze politiche, visto che la nuova legge elettorale con cui si andrà al voto non consente la scelta della singola persona, ma limita il potere discrezionale dell’elettore alla semplice indicazione del partito o della coalizione.

Sulla (unica) scheda figureranno i candidati delle coalizioni per i collegi uninominali (nel Bresciano sei per la Camera e quattro per il Sentato). Sotto il loro nome ci saranno i simboli delle liste che li sostengono. A fianco a ciascun simbolo, invece, compariranno i listini proporzionali bloccati per i collegi plurinominali (quattro per la Camera e due per il Senato) che potranno avere dai 2 ai 4 nomi. L’elettore avrà un solo voto a disposizione. Due le modalità a disposizione: mettendo un segno sulla lista il voto andrà alla lista stessa e al candidato sostenuto all’uninominale; mettendo un segno sul candidato all’uninominale il voto viene esteso automaticamente alla lista e, nel caso di coalizione, sarà distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati delle liste stesse in quella circoscrizione elettorale.

La nuova legge elettorale per ogni lista prevede, su base nazionale, una soglia di sbarramento del 3% per accedere al Parlamento. Per le liste apparentate si prevede, in aggiunta, anche una soglia del 10% per l’intera coalizione. Se una lista non raggiunge il 3% ed è parte di una coalizione i voti vengono, a quel punto, “dirottati” al partito prevalente all’interno dell’alleanza. Il candidato eletto in un collegio maggioritario (vince chi ha un voto in più) mantiene il seggio anche se il partito a cui appartiene viene escluso dalla ripartizione proporzionale.

Settantasette sono i candidati che nel Bresciano si contenderanno i sei seggi uninominali (due in coabitazione con Bergamo/Treviglio e Mantova) per la Camera dei Deputati.

Trentotto, invece, quelli in campo per i quattro collegi uninominali al Senato (due dei quali, come per la Camera, divisi con Bergamo/Treviglio e Mantova).

Rispetto alle elezioni del 2013, al di là di chi saranno gli eletti, Brescia rischia di perdere un po’ del suo peso specifico nelle assemblee parlamentari, visto l’accorpamento per quel che riguarda i collegi uninominali di 28 Comuni dell’Ovest bresciano con Bergamo e di un’altra decina con Bergamo.

Discorso analogo per quel che riguarda il Senato. Oltretutto la presenza di big della politica nazionale inseriti da un po’ tutte le segreterie nazionali nei collegi uninominali e in quelli plurinominali rischia di sbarrare ulteriormente la strada a possibili elezioni di bresciani.

Maria Elena Boschi, Valeria Fedeli, Maurizio Martina sono i ministri del governo Gentiloni presenti nei listini bloccati del Bresciano per Camera e Senato; il centro destra schiera invece, tre assessori regionali come Simona Bordonali, Viviana Beccalossi e Mauro Parolini.

Con loro un po’ tutti i nomi noti della politica bresciana, come le riconferme, in casa Pd, per i parlamentari Alfredo Bazoli, Marina Berlinghieri e Guido Galperti. Presente, come capolista, nel collegio plurinominale delle tre valli Mariastella Gelmini per Forza Italia, con lei, nello stesso collegio, Patrizia Vastapane. Maria Teresa Vivaldini corre per Noi con l’Italia. Anche il Movimento 5 Stelle schiera i bresciani reduci dalla legislatura da poco conclusa. Cominardi, Sorial (alla Camera) e Crimi (Senato) sono in corsa per una seconda esperienza.
In casa Lega la presenza del segretario cittadino Paolo Formentini e di Giuseppe Donina.

Molti altri i bresciani in corsa, con il rischio concreto, come affermano gli osservatori più attenti, che per via del Rosatellum e della già ricordata ridefinizione dei collegi, che alla fine la “pattuglia” romana sia più risicata rispetto alle venti unità della legislatura chiusa nelle scorse settimane.

MASSIMO VENTURELLI 30 gen 2018 09:11