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Roma
di REDAZIONE 04 giu 07:38

Favero e Fracassi, cavalieri con merito

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito in occasione della Festa della Repubblica il medico e l'ingegnere bresciani che nei giorni più bui de coronavirus trasformarono una maschera da snorkeling in respiratore l’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica. Con loro altre persone che a diverso titolo si sono impegnate nella lotta all'epidemia

Come annunciato nella sua visita di stato il 2 giugno a Codogno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire dell’onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus”.

 “I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, - si legge in una nota del Quirinale - vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali”, spiega la nota. Tra di loro, medici, infermieri, ricercatori, operatori del 118, biologi, farmacisti, volontari, insegnanti, studenti, imprenditori, tassisti.

Anche Brescia può vantare due nuovi cavalieri per meriti veramente speciali. Si tratta di Renato Favero e Cristian Fracassi, gli inventori del metodo che nei giorni più bui dell’emergenza sanitaria da coronavirus, i primi, quando negli ospedali scarseggiavano anche le strumentazioni per aiutare i malati sempre più numerosi, consentì di trasformare una maschera da snorkeling in un preziosissimo respiratore.

Renato Favero è il medico (ex primario anestesista dell'ospedale di Gardone Valtrompia) che ha avuto l'idea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari, mentre Cristian Fracassi è l’ingegnere (titolare dell'azienda Isinnova) che l’ha realizzata. Il cavalierato loro concesso è un riconoscimento importante che premia non solo un'intuizione e la capacità di realizzarla, ma idealmente anche l’impegno di tantissimi bresciani che dentro e fuori gli ospedali hanno fatto il possibile e tentato l’impossibile per salvare quante più vite possibili da Covid-19.

REDAZIONE 04 giu 07:38