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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 08 feb 10:08

#GRF19: sabato dona un farmaco

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In 83 farmacie del Bresciano, il 9 febbraio, torna l’appuntamento con la carità. Nel 2018 circa 3.000 persone si sono potute curare grazie al Banco farmaceutico. L'intervista al responsabile bresciano Francesco Paracini

“Quando l’impegno con il bisogno non rimane pura occasione di reazione compassionevole, ma diventa carità, cioè coscienza di appartenenza a un’unità più grande, imitazione nel tempo del mistero infinito della misericordia di Dio, allora l’uomo diviene per l’altro uomo compagno di cammino. Diventa un cittadino nuovo”. Con queste parole don Luigi Giussani delineava il valore del gesto caritativo e la sua funzione pedagogica. Ed è proprio nel solco del carisma del sacerdote brianzolo che nasce il Banco farmaceutico, così come sottolinea Francesco Paracini, responsabile bresciano della realtà caritativa. “Ci ha insegnato la concretezza della carità, l’apertura verso gli altri. La base della risposta alla propria domanda di felicità”. Sabato 9 febbraio, in circa 4.500 farmacie italiane, a Brescia sono 83 fra città e provincia, che espongono la locandina della 19ª Giornata nazionale di raccolta del farmaco (#GRF19), sarà possibile acquistare un prodotto da donare agli indigenti. Nel 2018, a fronte del supporto fornito a 36 realtà, circa 3.000 persone, nel Bresciano, si sono potute curare grazie al contributo del Banco farmaceutico.

Paracini, in Italia c’è una povertà anche sanitaria?

Assolutamente sì. Noi raccogliamo quei prodotti che non sono dispensati dal Sistema sanitario, quindi quelli a pagamento, quelli che per molte persone sono diventati una spesa troppo onerosa da sostenere. Chi è indigente, del resto, non riesce nemmeno a pagare il ticket. Non riusciamo ad aiutare tutti… Ci sono persone che per svariati motivi non possono usufruire della mutua, pensiamo ai senza fissa dimora, a chi non è registrato al Sistema sanitario. Questa fascia di povertà c’è sempre stata. In questi anni abbiamo assistito all’emergere di nuove forme d’indigenza. Si tratta di tutte quelle persone per lo più sole, che vivono con una pensione minima e dovendo far fronte all’affitto e alle bollette non riescono ad arrivare a fine mese. Il fenomeno riguarda anche le famiglie bresciane. Si pensi a quelle monoreddito, la cui sussistenza dipende da un unico componente familiare che magari si trova in cassa integrazione o, peggio, ha perso il lavoro. Questi casi negli ultimi 8 anni sono cresciuti in modo esponenziale. È sicuramente un’indigenza meno apparente rispetto alla classiche forme di povertà.

In base agli enti supportati, quali sono i farmaci maggiormente richiesti?

Si tratta di farmaci senza l’obbligo di ricetta medica. Sono prodotti antipiretici, antinfiammatori, antidiarroici e analgesici. Molti di questi vengono utilizzati per combattere gli stati influenzali, l’affezione delle vie respiratorie. Molti enti chiedono prodotti di base: disinfettanti, liquidi o creme, a seconda dei bisogni.

Se parliamo di sprechi?

C’è il sistema del recupero del farmaco. A Brescia non è ancora partito. È un circuito chiuso: l’ente gestisce un bidone di raccolta, il farmacista seleziona quelli integri, una volta al mese si procede al ritiro e quindi segue il carico nella piattaforma, mettendo a disposizione della rete i prodotti. Sono per la maggior parte farmaci con l’obbligo di prescrizione medica che in tal modo vengono riutilizzati nelle strutture. C’è però un vuoto normativo. Sussiste una responsabilità di detenzione e stoccaggio: bisogna rispettare le temperature di conservazione e un sistema di questo tipo non fornisce “garanzie”. Se si tratta dell’utilizzo da privato a privato è un conto... Le strutture pubbliche hanno altri obblighi.

Dopo oltre 40 anni dall’istituzione del Sistema sanitario nazionale, tutt’oggi, senza il non profit non si potrebbe garantire l’equità sociale…

Dovrebbe essere potenziato ulteriormente. Del resto rappresenta la spina dorsale su cui si regge il sistema Paese.

Perché donare?

Non puoi fare altro... Soprattutto quando si parla di salute. Chi ha avuto l’esigenza di assumere un farmaco può capire cosa significhi non poterlo acquistare.

ROMANO GUATTA CALDINI 08 feb 10:08