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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 09 gen 2024 08:30

I 40 anni di Operazione Lieta

Nel 1983 nasceva “Operazione Lieta”, una realtà che tutt’oggi si dedica ai figli meno fortunati del Brasile

Tre esistenze vissute sempre al servizio del prossimo. Parliamo di padre Luigi Rebuffini, padre Luiz, lo chiamavano i ragazzi del Centro Educacional da Juventude Padre Joao Piamarta di Fortaleza da lui fondato nel 1972, Lieta Valotti e padre Giancarlo Caprini. Ai protagonisti di questa avventura abbiamo chiesto di raccontare la nascita e lo sviluppo di una realtà che quest’anno festeggia 40 anni vissuti sempre al fianco dei figli meno fortunati del Brasile.

“Ho incontrato per la prima volta Lieta – racconta padre Giancarlo – nell’ottobre del 1983. Padre Lugi Rebuffini era un suo lontano parente e, concluse le magistrali, la invitò a raggiungerlo in Brasile. Era il 1979 e la sua permanenza, con visto turistico, durò 6 mesi. Tornata in Italia era già pronta a ripartire per fornire le sue competenze educative e formative ai ragazzi seguiti da padre Luigi a Fortaleza. L’impegno coinvolgeva i ragazzi meno fortunati della zona, dell’età compresa fra i 14 e i 18 anni, che si apprestavano a entrare nel mondo del lavoro. Al tempo, nell’area, era appena stato chiuso un istituto di correzione minorile, una ventina di ragazzi attorno ai 10/13 anni furono portati al Centro Educacional con l’impegno di costruire un istituto per loro. E’ l’inizio di quella che diventerà la Casa da Criança Gov. Virgilio Tavora, da noi comunemente chiamato Pacotì. Durante la campagna elettorale del 1982, il Governatore dello stato del Cearà, aveva promesso di destinare 180 milioni della moneta del tempo per la costruzione dell’istituto”. Allora c’era solo un grande cantiere edile, che era servito per la costruzione di una diga sul Rio Pacotì, al fine di creare un serbatoio di acqua potabile a servizio della popolazione di Fortaleza. Una volta dismesso venne ceduto insieme al terreno a padre Luigi affinché creasse un luogo sicuro per i suoi bambini e ragazzi. “Il Governatore in carica – continua – perse le elezioni e il subentrante ridusse il finanziamento a 1 milione e 800mila. A questo punto, a fronte della costruzione dell’istituto, Lieta e padre Luigi si trovarono a far fronte a dei pagamenti insostenibili. Da qui il ritorno in Italia di Lieta, nel tentativo di tamponare questa situazione. In quel momento ero responsabile della formazione all’interno del nostro Seminario di via Musei. Dopo aver incontrato per la prima volta Lieta, decidemmo di aiutarla attraverso una raccolta fondi. Ci eravamo prefissati di raggiungere 100 milioni di lire entro il Natale del 1984”. Che fare? “Per accumulare tale cifra avrei avuto bisogno di incontrare 100 persone, ciascuna delle quali avrebbe dovuto donare 1 milione, cosa, in fondo, non impossibile. Poi mi domandai: ‘E se trovassi 1000 persone che elargiscono 100mila lire ciascuna, e invece di una donazione unica le versasse in più elargizioni da 10mila al mese avremmo ottenuto lo stesso risultato?’. Tant’è che l’operazione avrebbe dovuto chiamarsi ‘Operazione 1000’ (quindi 1000 persone, ciascuna delle quali avrebbe dovuto donare 100mila lire sino a raggiungere quota 100 milioni). Abbandonata l’idea dei 1000 per lontani ricordi garibaldini, il progetto non poteva che chiamarsi ‘Operazione Lieta’. Penna alla mano e ciclostile in azione, di mio pugno scrissi una lettera in cui invitavo le persone ad unirsi a noi per questa gioiosa operazione. Dato che noi non avevamo le 10.000 lire al mese da dare, decidemmo di saltare una cena alla settimana offrendo alla cassa comune le nostre quote per poi destinare quanto risparmiato alla nostra iniziativa”. I risultati andarono ben oltre le loro aspettative: alla fine vennero raccolti 163 milioni di lire, destando l’attenzione nazionale, tanto che Lieta e padre Giancarlo vennero ospitati a “Domenica In”, allargando ulteriormente la cerchia di quanti avrebbero potuto sostenere quella che sarebbe poi divenuta “Operazione Lieta”.

“In questi 40 anni – ha sottolineato Lieta – abbiamo avuto ed abbiamo la fortuna di toccare con mano la Provvidenza che è anche frutto di molto lavoro, molta dedicazione e molto sacrificio. Abbiamo costruito scuole e case dove sono stati accolti e tuttora accogliamo generazioni di bambini e giovani. Abbiamo aiutato, e continuiamo ad aiutare centinaia di famiglie. Abbiamo costruito un modello di educazione che è sempre stato all’avanguardia, perché padre Luigi vedeva oltre il suo tempo e oggi, noi che portiamo avanti l’opera, guardiamo al domani con competenza e idealismo, credendo ancora nel valore del carisma piamartino”. La formazione è sempre al centro delle attività. “Crediamo tutt’oggi che l’educazione e la preparazione alla professionalità si traducono in opportunità di sviluppo delle potenzialità personali e collettive e di conseguenza, di miglioramento delle condizioni di vita. Con ‘Operazione Lieta’, in questi quarant’anni sono state date opportunità concrete di migliorare la propria vita a migliaia di giovani: questo è il miglior risultato che ci si poteva aspettare. Dopo quarant’anni ancora tendiamo le mani per chiedere e per accogliere ragazzi e le loro famiglie”. Ne è valsa la pena? Ne vale ancora la pena? C’è ancora bisogno di questo? “La risposta – sono parole di Lieta – la mettiamo nelle mani del Signore quando diciamo: ‘Aiutaci a fare la tua volontà. Aiutaci a capire quanto dobbiamo fare’. Grazie a chi ha iniziato. Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto e che ancora ci credono. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato e che continuano ad aiutare”.

Come ogni anno Lieta Valotti ed Angelo Faustini faranno tappa a Brescia. In città l'appuntamento è per domenica 14 gennaio all'Auditorium Capretti alle 15.30.

ROMANO GUATTA CALDINI 09 gen 2024 08:30