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Brescia
di MASSIMO VENTURELLI 12 giu 07:18

Il Museo diocesano riapre alla città

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Da domani, dopo le settimane di chiusura per l'emergenza sanitaria, l'istituzione culturale diocesana riapre i battenti, accogliendo l'invito del Vescovo di mettersi a disposizione per l'estate degli oratori

Il Museo diocesano riapre. Da domani con gli orari di sempre (ogni giorno, tranne il mercoledì e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18), con ingresso gratuito per i ragazzi sino ai 14 anni e, sino a settembre, per medici e personale sanitario e infermieristico come segno di gratitudine per quello che hanno fatto nei mesi della pandemia”, l’istituzione culturale di via Gasparo da Salò a Brescia si lascia alle spalle i medi di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria e si incammina, finalmente, su quel nuovo corso annunciato con la nomina di un nuovo cda prima e di un nuovo direttore poi, ma sostanzialmente bloccato dall’arrivo del coronavirus. Con la riapertura, come afferma il direttore don Gabriele Filippini, il Museo diocesano, con le sue proposte, si mette a disposizione dei più giovani per l’estate. In via Gasparo da Salò, infatti, è stato accolto l’appello del Vescovo a pensare proposte e a mettere a disposizioni spazi per l’estate degli oratori.

Le proposte estive per i più giovani, però, non sono l’unica novità del Museo diocesano che lo scorso anno aveva rinnovato la sua “governance” (direttore, presidente e cda) Alcune, probabilmente, senza l’arrivo di Covid-19 avrebbero già visto la luce, com’è per il rinnovato sito internet che viene lanciato in occasione della riapertura. “Le settimane del lockdown – continua mons. Filippini – sono state un momento propizio per uno studio su come progettare e realizzare la revisione del sito che era bloccato da anni. Il nuovo strumento non si limiterà a contenere una mappa, un percorso, la linea temporale del museo, la presentazione dei nostri patrimoni, ma proporrà anche una riflessione su tre temi che consentono di focalizzare le potenzialità del museo nel territorio”.

Uno degli obiettivi che i vertici del Museo diocesano si erano dati sin dall’insediamento (che la pausa imposta dall’emergenza sanitaria non ha certo mutato), era, infatti, quello di farne una parte integrante del patrimonio artistico del territorio, “e per fare questo – continua don Filippini – era necessario individuare alcuni temi che rappresentassero quello che la nostra specificità poteva portare in dote”. Sul sito rinnovato trovano così posti anche riflessioni sul “sacro”, con il lancio di un apposito “manifesto”, sulla bellezza, e sugli itinerari d’arte capaci di legare il museo al territorio.

 “Anche se concretamente riapriamo con una proposta che è proporzionale rispetto al momento che stiamo vivendo – sono ancora parole del direttore –, non è venuto meno il pensiero e la riflessione su progetti a cui stavamo lavorando prima dell’emergenza sanitaria. Mostre, incontri culturali e altro ancora, sono stati rinviate al 2021”.

Nel frattempo  il Museo diocesano si mette a disposizione della città rendendo fruibile gli spazi del chiostro per i piccoli gruppi delle attività estive che si andranno ad attivare, proponendo loro alcuni laboratori. “Gruppi di sette/otto bambini in arrivo dagli oratori – evidenzia ancora mons. Filippini – potranno lavorare in tutta sicurezza all’interno del chiostro su laboratori che solitamente proponiamo al mondo della scuola che saranno però ricalibrati sulla scorta delle indicazioni e delle disposizioni igienico-sanitarie”.

In questo modo in via Gasparo da Salò, con una proposta che consente anche alle giovani generazioni di conoscere un’importante realtà culturale e i patrimoni storico-artistico e culturali in essa conservati, non solo si risponde concretamente a un bisogno, ma si investe anche sul futuro lavorando per fare del Museo diocesano una realtà familiare ai più giovani.

MASSIMO VENTURELLI 12 giu 07:18