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Brescia
di REDAZIONE 14 ott 08:36

In piazza la zuppa della Bontà

Sabato 15 e domenica 16 ottobre il Progetto Arca porta in piazza la zuppa della Bontà per scaldare l’inverno dei senzatetto

In vista della Giornata mondiale di lotta alla povertà (che si celebra ogni 17 ottobre), i volontari di Fondazione Progetto Arca scendono in piazza sabato 15 e domenica 16 ottobre in molte città italiane per la zuppa della Bontà, un grande evento di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore delle persone che vivono in grave stato di emarginazione e povertà. A Brescia in particolare, per entrambe le giornate, i banchetti di Progetto Arca saranno presenti in Corso Palestro e Contrada del Cavalletto, dove verranno proposti tre gustosi tipi di zuppe (minestrone alla veneta, zuppa d’orzo e minestrone alla montanara). Chi sceglierà una o più confezioni di zuppa della Bontà, a fronte di una piccola donazione, verrà omaggiato anche di un originale ricettario creato per l’occasione dall’Accademia Italiana Chef. Partecipando all’iniziativa sarà così possibile portare in tavola un piatto speciale ai propri cari e, allo stesso tempo, offrire un aiuto concreto alle persone senza dimora. La zuppa della Bontà è organizzata da Fondazione Progetto Arca per il secondo anno grazie al prezioso sostegno di Pedon, azienda fortemente orientata allo sviluppo economico e sociale, alla tutela della salute e alla corretta alimentazione.

Con i fondi raccolti, la onlus mira a distribuire pasti caldi a migliaia di senzatetto durante il periodo invernale. La preparazione e la distribuzione dei pasti per le persone in difficoltà, infatti, è una delle attività che caratterizzano il lavoro quotidiano di Progetto Arca in varie città italiane (in particolare a Milano, Roma, Napoli, Torino, Varese e Ragusa). Solo nell’ultimo anno la fondazione ha distribuito un milione di pasti e offerto oltre 300mila notti al riparo. Progetto Arca è da oltre 20 anni al fianco dei più bisognosi: indigenti, famiglie in difficoltà, persone con dipendenze, profughi che scappano da guerre e soprusi. Ai programmi di sostegno alimentare e di primo aiuto la onlus affianca sempre più interventi di integrazione e housing sociale: “Non è più possibile limitare il nostro lavoro alla prima assistenza e alla soddisfazione dei bisogni primari, come bere, mangiare e dormire, legati cioè alla sopravvivenza dell’uomo - afferma il presidente Alberto Sinigallia -. È necessario occuparsi sempre più di integrazione, supportando le persone affinché riacquistino stima verso se stesse, indipendenza e autonomia”.

REDAZIONE 14 ott 08:36