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Brescia
di VITTORIO BERTONI 02 ott 2020 08:57

L’Oasi della carità

La carità ha una nuova oasi. Un investimento che nasce dal cuore e dalla speranza che diventi luogo di carità e di formazione alla carità; la struttura, intitolata a Gabriella Bornati, la prima compagna di Santa Maria Crocifissa, diventa risorsa per l’umanità ferita grazie alla gratuità volontaria nella spiritualità evangelica.

Il progetto. “Come Congregazione – ha spiegato suor Paola – abbiamo voluto dare seguito alla lettera del vescovo Pierantonio con le nuove linee di pastorale giovanile vocazionale. Durante il periodo del Covid-19 abbiamo cercato di capire cosa desiderava il Vescovo nella sua Diocesi e abbiamo messo in atto una piccola comunità di vita, per il discernimento, la preghiera, la carità, la contemplazione e l’azione”. Le mani alzate per la preghiera e le mani sporche per la carità. “Piccole oasi di pace dove i giovani che vogliono fare seriamente una ricerca della loro vita, dare un senso alla loro vita e capire cosa Dio vuole da loro, avranno la possibilità di venire insieme a educatori e sacerdoti”. Un’opera diocesana, un bisogno grande che i giovani chiedono. Non a caso è stato scelto per l’inaugurazione il 29 settembre, giorno in cui la Chiesa celebra la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. “Siamo anche noi degli Angeli – ha affermato il vicario episcopale don Daniele Faita – portando tutto il peso della nostra umanità, ognuno di noi porta dentro di sé un progetto di Dio. Quello che noi stiamo onorando questa sera è un sogno che si realizza perchè questo luogo diventa casa di accoglienza, di carità e di sostegno nei confronti delle persone che cercano un aiuto e una consolazione, qualcosa che serve per la loro vita immediata, ma anche per il loro futuro”. Santa Maria Crocifissa “pioniera dell’assistenza sociale”, definizione che la Chiesa le riconosce nel giorno in cui proclama la sua santità, e Gabriella Bornati, accompagnano questa iniziativa che vuole avere il sapore tipico del carisma: la carità come “risorsa” vissuta nel binario della contemplazione e dell’azione. “Questa realtà sociale – ha concluso madre Maria Oliva Bufano, vicaria generale delle Ancelle – che come diceva suor Paola ha sentito nascere nel cuore, da tanto tempo cercava un luogo, ma non un luogo qualunque, un luogo che avesse un senso, il senso della carità. La carità che si fa mani, si sporca le mani per gli altri. Da questa casa suor Paola vuole insegnare a vivere la carità e ad amare donandosi senza riserve come diceva la nostra Santa, amando gli altri e servendo gli altri, dando tutto te stesso”. La carità non avrà mai fine. “Nel corso della celebrazione sentivo una speranza grande nel cuore. Ci sarà ancora posto per la carità e ci auguriamo che tante Ancelle possano seguire i poveri, gli ammalati, i deboli, i bambini da istruire, la gente da accogliere, i nudi da vestire e i carcerati da visitare. Queste sono le opere che le Ancelle da quasi 200 anni portano avanti, cerchiamo di non perdere neppure un briciolo dell’eredità che ci ha lasciato la Santa e vorremmo consegnarla ad altri. Il Signore lo sa e ha le sue vie. Vorremmo che questa fosse una di quelle vie e che altri possano trovare la strada per spendersi per la carità”.

VITTORIO BERTONI 02 ott 2020 08:57