L’ultima lezione di Nikolajewka
Sul finire dello scorso anno Brescia è stata segnata da un passaggio dal forte valore simbolico e identitario: l’assegnazione alla città dell’Adunata nazionale degli Alpini 2027, la terza dopo quelle del 1970 e del 2000. Una notizia accolta con orgoglio, che non rappresenta solo l’arrivo di un grande evento, ma il riconoscimento di un legame profondo e duraturo tra il territorio bresciano e il mondo alpino. Un legame costruito nel tempo, fatto di memoria, impegno quotidiano e presenza costante nelle comunità. In questa continuità si inserisce anche il ricordo della battaglia di Nikolajewka, uno dei momenti più drammatici e al tempo stesso più alti della storia degli Alpini. Una memoria che non si esaurisce nella commemorazione, ma che continua a vivere attraverso i valori di solidarietà, sacrificio e responsabilità civile che gli Alpini incarnano ancora oggi. È proprio questo filo rosso che unisce passato e presente: dall’estremo sacrificio sul fronte russo all’operosità silenziosa nelle piazze, nelle scuole, nelle emergenze e nel volontariato locale. Tra la prospettiva dell’Adunata 2027 e il dovere del ricordo, gli Alpini rinnovano ogni giorno il loro impegno sociale, dimostrando come la memoria possa trasformarsi in azione concreta e come l’identità alpina continui a essere una risorsa viva per Brescia e per le sue comunità. Da marzo 2024 la sezione di Brescia è guidata da Enzo Rizzi che insieme a Sergio Poinelli per la sezione Salò-Monte Suello e a Ciro Ballardini per la sezione Vallecamonica coordinano oltre 20mila soci.
Presidente Rizzi, in che modo gli Alpini bresciani si apprestano a vivere questi avvenimenti continuando a ricordarci, anche in una società che corre veloce, il valore del tempo, della fedeltà e del servizio?
Sabato 24 ricorre l’83° anniversario di Nikolajewka che resta uno dei momenti più drammatici e simbolici della storia alpina: una battaglia segnata da freddo estremo, fame, sacrificio e dalla disperata volontà di tornare a casa. Un evento che, ancora oggi, viene ricordato non solo come fatto militare, ma come testimonianza di solidarietà e destino condiviso. Da quella tragedia nasce un messaggio che va oltre la guerra: l’importanza di aiutarsi, di non lasciare indietro nessuno, di costruire qualcosa di buono anche dopo il dolore.
Non a caso, nel solco di quella memoria, gli Alpini hanno scelto nel tempo di realizzare una scuola che accoglie persone fragili come segno di pace e restituzione alle comunità. Questo spirito collettivo si ritrova anche nell’assegnazione a Brescia dell’Adunata nazionale 2027?
Questa Adunata la dedico a tutti i bresciani, non solo della città, ma di tutta la provincia. Sarà un evento corale, che coinvolgerà centinaia di migliaia di persone e che rappresenterà un grande momento di gioia, partecipazione e riconoscimento per un territorio profondamente legato alla tradizione alpina. L’Adunata sarà insieme celebrazione, memoria e occasione per riaffermare valori condivisi, oltre a generare un forte impatto sociale ed economico per tutto il territorio.
Tra i numerosi doni che ogni anno il grande cuore alpino regala al territorio, quale ricorda con maggiore emozione?
Sicuramente la rinascita della colonia di Irma, la Casa dell’Alpino, è un esempio emblematico. Grazie a importanti lavori di ristrutturazione, oggi la struttura ospita campi scuola per bambini, ragazzi e adolescenti, diventando un luogo di formazione civica, educativa e umana. Qui i giovani sperimentano la vita comunitaria, il rispetto delle regole, la condivisione, il servizio e il valore dell’amicizia, lontano dalla virtualità e immersi nella realtà. Attraverso attività formative, sportive, culturali e di educazione alla legalità, gli Alpini trasmettono ai ragazzi un messaggio semplice ma profondo: la pace e la solidarietà si costruiscono dal basso, con piccoli gesti quotidiani.
Il programma della giornata
In occasione dell’83° anniversario della Battaglia di Nikolajewka, la sezione di Brescia dell’Associazione nazionale alpini, per non dimenticare quel 26 gennaio 1943, ricorderà l’evento e renderà onore ai caduti e ai dispersi con una cerimonia solenne. Ecco il programma della giornata di sabato 24 gennaio: alle 14, alla Scuola Nikolajewka, onori ai gonfaloni , della Provincia di Brescia e del Comune di Mazzano, onore al labaro dell’Associazione nazionale alpini, alzabandiera, deposizione di fiori alla lapide dedicatoria con offerta dei ceri da parte del Gruppo di Molinetto e commemorazione ufficiale. Alle 15 in piazza Loggia è previsto l’ammassamento, mentre alle 15.30, sempre in piazza, onore ai Caduti e saluti della sindaca Castelletti e del rappresentante delle Truppe Alpine. A seguire, l’inizio della sfilata, per concludere in Cattedrale alle 16.45 con la Messa in suffragio di tutti i Caduti, presieduta dal vescovo Tremolada e concelebrata dai cappellani militari.