Per...corri la pace verso Bruxelles
Torna, nella sua sedicesima edizione, "Per...corri la pace", il progetto di educazione alla pace delle Acli bresciane e Us-Acli (l’Unione sportiva dell’associazione), che si articola in un viaggio in bicicletta e di corsa sulle strade d’Europa.
Quest’anno le 114 persone che partecipano (13 a piedi e 86 in sella più lo staff) partiranno il 5 settembre da Parigi per arrivare, il 9 settembre, a Bruxelles e consegnare il proprio messaggio alle istituzioni europee. “Per...corri la pace è un progetto politico, culturale e civile, e prima ancora un’esperienza democratica: l’arte difficile e bella di convivere nel disaccordo, di decidere insieme, di proteggere chi è più fragile, di dare forma a un futuro comune – commenta la presidente delle Acli bresciane Stefania Romano – il futuro comune era il sogno di chi fondò l’Unione Europea e continua ad essere il nostro sogno, anche se oggi potrebbe sembrare un miraggio lontano. Ma noi continuiamo a credere alla possibilità di un’Europa, e di un mondo, di pace, giustizia, rispetto, diritti e libertà”.
Sul percorso saranno diversi gli incontri e le occasioni di riflessione: a Parigi con Mariachiara Prodi (Segretaria Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e Direttrice della Maison de l'Italie alla Cité internationale universitaire di Parigi. Presidente Acli Francia), al Parlamento Europeo di Bruxelles con Marco Tarquinio, Europarlamentare già direttore di Avvenire e con la già Europarlamemare e attuale Presidente della European Alliance to Save energy Monica Frassoni. A Compiègne – città dei trattati e degli armistizi – per ribadire che, nelle relazioni internazionali, il dialogo è strumento insostituibile della diplomazia per prevenire i conflitti e ricucire legami di fiducia. A Ypres, nei “Flanders fields” (i campi di Fiandra) e sulle coste del mare del nord per ricordare le tragedie della prima e della seconda guerra mondiale. A Bruges per incontrare l’esperienza dei beghinaggi e la storia delle Mamas belgas. Sul percorso verso Bruxelles infine un ricordo andrà anche alle 262 vittime (136 italiane) della strage mineraria di Marcinelle.
E poi ci saranno i territori, le città e le persone che il gruppo incontrerà nei 542 chilometri che verranno percorsi in 5, dense, impegnative e coinvolgenti tappe: “Toccheremo anche alcuni luoghi leggendari del ciclismo: il pavè del carrefour de l’Arbre, il velodromo di Roubaix, i muri delle Fiandre (Oude Kwaremont e Koppemberg). Sempre con lo stile che contraddistingue per...corri la pace: ‘lentius lento, profundius profondo, suavius dolce – spiega Andrea Franchini, della segreteria delle Acli provinciali – In un tempo in cui la guerra è tornata a essere strumento ordinario di politica, l’insicurezza si è fatta identità, la paura si è trasformata in consenso e la forza del diritto è stata sostituita dal diritto alla forza, il nostro progetto si conferma di stringente attualità, oltre che di urgente e imprescindibile dovere etico-morale alle istituzioni europee porteremo questa nostra convinzione: la pace è un orizzonte possibile, un obiettivo concreto e un impegno quotidiano da assumere insieme. Ancora”.
"'Per...corri la pace' è anche un progetto di sport e di benessere, che sa coniugare corpo e mente: “Correre e pedalare incarnando un messaggio di pace significa intendere lo sport come comunicazione educativa, per cui ciò che conta non è la vittoria, non è la competizione, bensì la qualità delle relazioni umane e l’esempio, che diventano modello da seguire per orientare la propria vita”, conclude il presidente di Us-Acli Emilio Loda.
(Foto Acli Bresciane)