Premio Poisa: tradizione, impegno e innovazione
Nella elegante cornice di Villa Fenaroli si è respirato qualcosa che andava oltre la celebrazione di un premio. La XII edizione del “Premio Comm. Lino Angelo Poisa per la cultura del lavoro: tradizione, impegno, innovazione” è stata, prima di tutto, una dichiarazione d’intenti nei confronti della società civile e verso quel tessuto umano che rende un territorio vivo, coeso, capace di futuro. Il premio nasce da un desiderio preciso dei soci del Rotary Club Brescia Est: affermare che la cultura del lavoro non è solo competenza tecnica, ma maturazione interiore, responsabilità, crescita personale al servizio della comunità. È la consapevolezza che lavorare bene significa contribuire al bene comune. “Il Rotary – ha ricordato il presidente, Massimiliano Mombelli - in quanto libera associazione di professionisti e dirigenti animati dallo spirito di servizio ha sempre riconosciuto nella cultura uno dei pilastri di una società evoluta. Non una cultura astratta, ma concreta, capace di tradursi in azioni, opportunità, inclusione”.
L’istituzione del premio in memoria di Poisa, insieme all'Associazione Artigiani di Brescia, rafforza questo impegno. Poisa non è stato solo direttore e anima dell'Associazione: è stato un costruttore di futuro, fondatore insieme a Beppe Nava dell’esperienza della Scuola Bottega, rotariano instancabile al servizio dei Club e del Distretto 2050. La sua eredità è una visione del lavoro come luogo di dignità, identità e trasmissione del sapere. Il premio non guarda alla tradizione come rifugio nostalgico, ma come radice viva. In un tempo di trasformazioni rapide e talvolta inquietanti, il Rotary sceglie di valorizzare chi elabora idee nuove, chi innova, chi sperimenta, ma anche chi custodisce e tramanda quell’eccellenza italiana che nel mondo è sinonimo di qualità, ingegno, passione. “Il Rotary – ha sottolineato il prefetto di Brescia, Andrea Polichetti - è una forza della comunità, un attore concreto di coesione sociale. Contrastare le disuguaglianze, promuovere il rispetto dei principi costituzionali, difendere il diritto al lavoro e al lavoro fatto bene significa agire direttamente sul cuore della società. E la provincia di Brescia, con la sua vocazione produttiva, rappresenta un laboratorio straordinario di questa cultura del 'fare bene'. La coesione sociale è fatta di molti ingredienti e il Rotary sembra avere la ricetta per unirli: competenze, etica, servizio, relazioni. Eventi come questo non sono semplici cerimonie, ma momenti in cui la comunità si riconosce, si rafforza, si ispira”.
I riconoscimenti assegnati raccontano storie diverse, ma unite dallo stesso filo rosso: il coraggio di costruire valore. La categoria “start up” ha premiato Apogeo Space, simbolo di una generazione che guarda allo spazio e alle nuove tecnologie con ambizione e visione globale. Per lo “sviluppo aziendale” è stata premiata Pyromac, testimonianza di come la crescita possa essere solida e sostenibile. L’“innovazione” è stata riconosciuta a Cavagna Group, eccellenza industriale che unisce ricerca e tradizione. Il premio alla “carriera” è andato a Giovanni Mogni del Gruppo Giomo, esempio di dedizione e continuità imprenditoriale. Particolarmente toccante la menzione speciale in memoria di Ezio Quaglietti assegnata a 21Grammi per l’attività sociale: un segnale chiaro che la cultura del lavoro non si esaurisce nell’impresa, ma si estende alla cura delle fragilità e alla promozione dell’inclusione. In questo intreccio di storie, premi e testimonianze emerge con forza il messaggio del Rotary: il lavoro è molto più di un’attività economica. È dignità, è responsabilità, è costruzione di legami. È il terreno su cui si misura la qualità civile di una comunità. Il “Premio Poisa” non è solo un riconoscimento, ma un invito. Un invito a credere che innovazione e tradizione possano camminare insieme. Che l’identità italiana, lungi dall’essere un ricordo del passato, sia una forza propulsiva. Che la società civile possa contare su associazioni come il Rotary per alimentare coesione, equità, speranza. In un’epoca che spesso enfatizza le divisioni, il Rotary sceglie di costruire ponti. E lo fa nel modo più concreto possibile: premiando chi lavora, chi innova, chi serve. Perché una comunità cresce davvero quando il successo individuale diventa patrimonio collettivo.