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Brescia
05 mar 2024 10:20

Africa, andata e ritorno

“Africa, andata e ritorno”, il libro a cura di Medici con l’Africa Cuamm, edito da Laterza, viene presentato martedì 12 marzo alle 18 a Brescia al Centro pastorale Paolo VI. Intervengono, moderati dal nostro direttore, gli specializzandi e gli studenti di medicina che hanno partecipato attivamente ai progetti Cuamm e Dante Carraro, direttore di Medici con l'Africa Cuamm.

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 3.400 operatori sul campo, di cui 247 italiani. Appoggia 21 ospedali e 124 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria) 4 scuole per infermieri e ostetriche e una università (in Mozambico).

Trenta cooperanti del Cuamm, italiani e non, con provenienze e aspirazioni differenti, raccontano in formato epistolare la propria esperienza, le proprie emozioni, le storie che hanno incontrato e come questo periodo in Africa li abbia segnati. Dall’Etiopia all’Uganda, dal Mozambico alla Sierra Leone, si rivolgono ad amici, nonni, genitori, qualcuno anche a un figlio che deve ancora nascere, per raccontare un pezzo della loro vita, con le gioie e le fatiche quotidiane di essere “con l’Africa”.

In tutti questi viaggi, l’Africa smette di essere un luogo comune, che conosciamo per sentito dire, ma si delinea in modo più chiaro, in base alle sue potenzialità, alle sue differenze culturali e regionali. Africa che diventa, per questi giovani, un luogo di crescita come persone e come professionisti. Una realtà che, prima di ricevere, dona molto a chi decide di spendersi per la salute delle sue popolazioni. Nel racconto sincero dei giovani volontari a volte la distanza di opportunità e risorse appare difficile da colmare, eppure ogni giorno si possono trovare spazi di incontro e di condivisione.

Ad arricchire il racconto, l’introduzione di don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm e la post-fazione del prof. Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.

“Questo libro nasce dall’onda lunga di un’intuizione, che prende origine nel lontano 1950, che ha saputo poi coinvolgere e contagiare tanti altri – scrive don Dante Carraro (nella foto) –. Quelle che raccontiamo, grazie alla felice collaborazione con Giuseppe Laterza, sono le storie dei tanti frutti di quella buona idea germogliati dentro le vite dei nomi e dei cognomi che leggeremo in queste pagine. Testimonianze vive, concrete, quotidiane di un partire, di un lasciarsi anche ferire da situazioni e povertà gravissime. Sono espressione dell’Italia più bella, questi giovani sfidanti e coraggiosi. Portano novità, scombinano i piani, fanno confusione, magari, ma ci indicano la direzione del futuro con sguardo vivo e affamato e come loro i giovani africani che incontrano e con cui si confrontano costruendo uno scambio continuo di sentimenti, pensieri ed esperienze”.

“Bertrand de Chartres diceva che siamo 'nani sulle spalle dei giganti'. Leggendo le lettere di tanti giovani, raccolte in questo libro - spiega il prof. Alberto Mantovani -, mi sono sentito così: anziano, sulle spalle di voi tanto più giovani di me. Il mio incontro con il Cuamm mi ha dato la prospettiva della sfida 'dal basso' e della fatica di camminare insieme. L’intelligenza e la passione dei giovani africani che ho conosciuto rappresentano la speranza del continente, a cui con umiltà abbiamo il dovere di dare una risposta”.

05 mar 2024 10:20