(1941) Un padre indignato e una madre semisvenuta
Una decina di pagine sono a malapena sufficienti per questo padre indignato per perorare la causa disperata contro il proprio figlio minorenne, “intelligentissimo e di grande volontà” che vuole contrarre matrimonio con un’altra minorenne: il padre infatti racconta come il figlio versi in una situazione preoccupante, in quanto “in preda a una grave crisi”: il cosiddetto “morbo!”. Infatti risulta “affetto da amor morboso e conseguentemente vittima nelle grinfie di una donna senza scrupoli”. La situazione, tanto grave, è esposta con abbondante loquela in un’accorata perorazione al Procuratore generale di Milano al quale il memoriale di questo padre si riferisce. In realtà, pare di capire dal titolo che la richiesta di autorizzazione del matrimonio, con immaginiamo soddisfazione del padre, non venne mai rilasciata e quindi con buona pace del genitore. Tuttavia non può lasciare insensibili il tono melodrammatico della descrizione. Il figlio, definito “occhio destro del padre” per le nobili qualità di indole mite e dolce, appare cambiato bruscamente da questo legame maligno: sbeffeggia il padre, si avventa contro il fratello e ‘ripugna la madre semisvenuta sull’ottomana’, immagine quest’ultima che ci evoca una scena da cinema muto, dove l’ottomana, tipico arredo liberty, accoglieva la languida disperazione di una donna senza parole. Il memoriale si chiude con un’altrettanta disperata invocazione: “Salvate, salvate mio figlio!”.
[Fondo Curia vescovile, Vescovo Giacinto Tredici]