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Brescia
di MATTIA SAPONARA 13 feb 09:27

Ac, un vero percorso sinodale

Sabato 8 e domenica 9 febbraio si è svolta l’Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica. Votato il nuovo documento triennale

Sabato 8 e domenica 9 febbraio l’Azione Cattolica diocesana si è ritrovata a Palazzo San Paolo in via Tosio per l’Assemblea triennale con l’elezione del nuovo consiglio. Un momento di democrazia che non si è limitato al voto per nominare il nuovo consiglio diocesano, ma è proseguito nella definizione del documento assembleare. Il mandato. Al termine della due giorni la Presidente uscente Giuliana Sberna ha sottolineato il grande valore della duplice giornata: “Oggi è un momento importante per noi. In questa giornata è stato eletto il consiglio diocesano che ha l’onere e onore di dare corpo alle intuizioni e al documento che l’assemblea ha consegnato loro. Le novità sono date proprio dal documento – ha continuato la presidente – che in realtà non considererei più come un documento assembleare riguardante prospettive, aspettative o altro, ma bensì uno strumento di lavoro che vuole in qualche modo indicare uno stile.

Ciò significa che l’accento non sarà posto tanto sulle cose da fare, ma sullo stile con il quale farle perché siamo convinti che ogni associazione, dalla lettura di quella che è la realtà del territorio in cui è inserita a quelle che sono le risorse che ha a disposizione, e quindi tutta una serie di caratteristiche peculiari, troverà il modo di innestare e iniziare quei processi che rendono finalmente un’associazione attiva, come una chiesa in uscita”. La sfida del futuro dell’Ac è di saper essere un’unica Azione Cattolica capace però di assumere il volto dei diversi territori in cui agisce. Un’associazione viva. “L’Azione Cattolica – si legge nel documento – manifesta lo slancio e la prospettiva  ideale dei suoi soci, riflette il patrimonio acquisito nel corso della sua storia, cambia e si modifica lasciandosi interpellare e provocare dalle sfide e dalle domande del suo tempo. L’associazione si esprime principalmente nei volti e nella storia dei suoi aderenti, si racconta nella vita di chi la sceglie, prende corpo e spessore nelle vicende delle donne e degli uomini che ne fanno un luogo e un’esperienza di esistenza cristiana e ecclesiale. Le nostre associazioni sono strettamente legate al territorio che abitano, sono incarnate nella realtà civile ed ecclesiale, condividono le gioie e le fatiche della generazione di dinamiche comunitarie.

Non esiste possibilità di vivere la dimensione associativa distaccandosi dal contesto storico e sociale, sradicandosi da un luogo o da un territorio. Questo legame essenziale si esprime in una immersione critica, capace di esaltare, sostenere e sviluppare le potenzialità e, nel contempo, di affrontare e denunciare le distorsioni, le deformazioni e le deviazioni. L’associazione mantiene una dimensione popolare, nel senso che è capace di dialogare con tutti, non rifiuta, anzi sollecita la collaborazione tra diverse realtà e soggetti, sia in ambito ecclesiale che in ambito civile. La ricerca di ‘alleanze’ con i protagonisti o gli attori del proprio territorio è orientata alla costruzione del bene comune, nel tentativo di rendere concreto e specifico l’invito ad essere ‘Chiesa in uscita’ e vivere la dimensione missionaria. Si rivela così una delle caratteristiche tipiche dell’Azione Cattolica: un’associazione di laici cristiani, con una precisa identità costruita attorno alla vocazione battesimale, senza diventare elitaria o esclusiva”. Bilancio di missione. Sono significativi alcuni numeri, illustrati durante l’Assemblea in una sorta di primo bilancio di missione, che denotano la presenza dell’Ac con 3.681 associati (1.1779 ragazzi, 657 giovani 1.245 adulti, sul territorio (in 8 macrozone e in 67 associazioni parrocchiali). Sono molteplici le proposte formative sviluppate in questi tre anni; solo per la spiritualità sono state coperte 370 ore con il coinvolgimento di 1.800 persone tra ritiri e corsi di esercizi. Sono state coinvolte 900 persone nell’organizzazione per un totale di 3.950 incontri pari a 13.500 euro. C’è ancora chi mette a disposizione il proprio tempo per gli altri e per la propria formazione.

MATTIA SAPONARA 13 feb 09:27