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Gavardo
di FRANCESCA SALVADORI 18 ago 2026 23:41

Cosa dice la vita di Francesco a un giovane?

Proponiamo la testimonianza di una educatrice

Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, un santo fra i più conosciuti, sia per il Cantico delle Creature, per la sua personalità carismatica o per i numerosi testi storici e agiografici che ne parlano.

La ricorrenza ha fornito materiale per la riflessione a parrocchie e oratori e, tra grest, campi estivi e pellegrinaggi, ci si è anche chiesti: che cosa dice la vita di Francesco, specialmente ad un giovane, oggi?

Con alcuni educatori, mentre preparavamo alcune attività estive in oratorio, abbiamo cercato di trovare una risposta soddisfacente che andasse più in profondità di alcune soluzioni superficiali che talvolta circolano, soprattutto sui social, anche in contesti cristiani. Per farlo ci siamo lasciati provocare dal pensiero di chi prima di noi è rimasto affascinato dalla figura di San Francesco. Dante Alighieri, in uno dei canti più celebri e complessi della Commedia, l'XI del Paradiso, narra la vita di Francesco, dandone un’interpretazione soggettiva ma estremamente interessante. Attraverso la voce di San Tommaso d’Aquino, racconta Francesco come uno dei due principi che Dio mandò nel mondo per correggere l’avidità e la corruzione che dilagavano in quel periodo storico nella Chiesa. Francesco riuscì in questa missione grazie alla decisione presa ancor giovinetto di sposare la Povertà e di dì in dì amarla più forte. Per Dante tutta la vita del Santo si riassume nella scelta radicale di queste nozze, una scelta fatta quando era nel pieno delle sue forze, delle sue capacità e delle sue ricchezze ma che viene rinnovata poi per tutto il resto della sua vita. Una scelta che ispira ad altri uomini pensieri santi e il desiderio di imitarlo, consapevoli che in nessun'altra scelta di vita troveranno pace come in quella. Nulla conta maggiormente di questa scelta radicale e non è casuale che il poeta usi l’immagine delle nozze per descriverla.

Di tutte le capacità di Francesco e gli episodi eccezionali della sua vita, Dante coglie nel segno l’aspetto più importante ma anche il più scomodo. Perché Francesco scelse la povertà? Perché rinunciare ad una stabilità e al benessere in modo così estremo? Sono domande da porsi per affrontare la questione senza ipocrisia.

Non può essere stata una scelta fatta per il piacere di una vita difficile e faticosa. Il motivo che spinse Francesco fu quello di un valore più alto, quello della libertà. Egli intuì che per servire Dio e imitare Gesù è necessaria una libertà che spesso fatichiamo ad avere, non solo di fronte alla ricchezza ma anche di fronte alle relazioni, alle ambizioni e ai nostri desideri. In quest’ottica quindi la povertà non è fine a se stessa ma è finalizzata ad una libertà che permette di conoscere Dio e di servire i fratelli. Quindi che cosa può dire Francesco ad un giovane?

Innanzitutto che, anche in un momento storico di incertezza e instabilità, è possibile ed è giusto ambire a scelte di vita forti e radicali che possano essere durature. Per farcela però è necessario lo sforzo di provare a sposare Povertà nella quotidianità di ciascuno. Non per forza nella forma estrema vissuta da Francesco ma ciascuno nella vita scelta. Se un padre o una madre decidessero di applicare alla lettera la regola francescana non verrebbero certo visti come virtuosi, semmai come sprovveduti. Ognuno però può scegliere, come Francesco, di non lasciarsi frenare da ciò che priva della libertà per poter trovare e servire Dio nella semplicità del quotidiano.

FRANCESCA SALVADORI 18 ago 2026 23:41